«E qui parmi d'aggiungere che dove mai accadesse questo quasi miracoloso abilitarsi dell'occhio alle sue funzioni, l'individuo non saprebbe probabilmente distinguere gli oggetti, nè i colori, nè la posizione degli oggetti relativamente a sè ed agli altri corpi nello spazio. È celebre uno studio fatto (e si trova in tutti i libri di fisiologia) sopra un tale che Ciselden operò e guarì dalla cecità congenita quando era già adulto; ed io pure ho esempio nel quale la inesperienza dell'organo andava tanto oltre, che alle prime credei la operazione non riuscita; ci volle circa un anno perchè l'occhio si abilitasse normalmente».
Tutto questo è discorso egregiamente dal dotto professore, ma non fa al caso nostro, imperciocchè Eufrosina non fosse nata cieca, bensì divenuta tale per veementissima commozione dell'animo. Intorno al caso speciale ecco come ragiona il prelodato professore:
«L'individuo che possiede il pieno godimento della sua visione può per un violento moto dell'animo rimanerne privo di un tratto, e proprio per ispeciali modificazioni della maniera di essere del nervo ottico. Ora, quando trattisi di una di queste speciali modificazioni, un altro moto violento dell'animo può dalla cecità ricondurlo alla visione. Anzi io penso che fra donne isteriche questo fatto sia facilissimo e frequentissimo, ed io stesso l'ho osservato non ha guari qui in Pisa, ecc.
«Pisa, 6 aprile 1871.»
[26.] Scottato dall'acqua calda, mi fa paura la fredda. Traduzione libera.
[27.] Barnum, il grande ciarlatano americano.
[28.] Ovidio, Metamorph., l. 6.
[29.] Eschilo, Eumenidi, trag.
[30.] Festo Varrone, De Re Rus., l. 2, c. 5. Columella, De Re Rus., l. 5, nec dubium quin ut ait Varro cæteras pecudes bos honore superare debeat, præsertim in Italia quæ ab hoc nuncupationem traxit.
[31.] Bovem in Sicilia locutum. Hist., l. 24.