— Finiscila, Bibbiana!

— Che eletta dama di compagnia alla baronessa Scala, vagheggiata dal duca Cordonata, dopo averne fatte più di Paris a Vienna per andarle a fagiuolo, si ebbe a metter giù dalla impresa esclamando: è tempo perso, finchè la difende quella maledetta colubrina di Bibbiana la fortezza non si piglia...

— Ho capito... ho capito... ho capito.

— E se ha capito mi risarcirà del danno fatto al mio onore, perchè, prima Dio, sono donna onorata...

— Che cosa è questo diavolio? E chi è che tarocca qui dentro? si udì ad un tratto per di fuori tra dolce e severa; — verdemezza.

— Gesù mio! la padrona!

— Nina mia, non ti rimescolare; voleva farti una burla... una sorpresa... Bibbiana mi ha guasto l'uova nel paniere...

E in questo fu aperto l'uscio: pur troppo era stata profetessa Bibbiana, imperciocchè le miriadi di pulci nate, cresciute ed educate là dentro, non potendo emigrare come i poveri irlandesi per le lontane contrade di America, stavano pensose dei loro destini, quando la Provvidenza n'ebbe pietà, e mise in capo al presidente di andare a chiudersi insieme a Bibbiana nello stanzino dei panni sudici. Vi lascio considerare il terribile assalto, e se le pulci sopra coteste due vittime espiatorie vendicassero in un minuto ben mille offese; padrone e serva comparvero al cospetto della presidentessa a littera neri.

— Salva! salva! gridò questa scappando via; ed i rimasti l'uno l'altro guardando, e vedutisi conci a quel modo, proruppero in tale scoppio di risa da schiantare i travicelli del palco.

Lo stracotto andò bruciato, la minestra prese di fumo, ogni cosa in malora. Bibbiana, liberata che fu dalla invasione dei demoni, andò per ordine del presidente a provvedere alla osteria Nazionale un pranzo troppo migliore del suo, e il presidente, riscattato anch'egli, mercè le pietose cure della moglie, e manibus inimicorum suorum, scese in cantina a prendere due bottiglie di nebbiolo; e tutti insieme, in festa e in giolito, fecero un pranzo, in paragone del quale quello delle nozze non gli poteva legare le scarpe; perchè, per più allegria, vollero a tavola con loro Bibbiana, a cui la bizza della sua reputazione come uno starnuto l'aveva presa, e come uno starnuto se ne andò via.