Di Sparta amica od inimica i sensi?
— Non mi fate il rivoluzionario... sedete. Bravo! così. Obbedienza cieca e passiva. Ora dovete sapere che una volta c'era un re... cioè... non un re, un procuratore del re, e questo procuratore sono io, ed accadde che questo io, adempiendo al proprio ufficio insieme con voi, ve ne rammentate, compare? non mi fate il chinese; l'altro dì, o quello innanzi, quando fu trattata in tribunale la famosa causa di adulterio, di un tratto ecco mi venne consegnata una lettera...
— Gua'! per lo appunto come a me...
— Come a voi? Sì, sì, ora mi rammento, e che cosa vi diceva la lettera?
— Mi diceva che la mia moglie, postergando ogni dovere, mi tradiva col suo cugino Gabriele.
— E voi allora?
— In prima, dato spesa al mio cervello, pensai: — Goffredo, bada, questa è una trappola tesa alla tua felicità da qualche invidioso; crepi la invidia; non gli dare retta; — poi feci a dire: o non potrebbe darsi che movesse da qualche parente degli accusati per isgomentarti e farti dare in ciampanelle; e mi rincorai; tuttavia, per levarmi la pulce che mi era entrata nell'orecchio, andai difilato a casa per sincerarmi, dove giunto, con infinita mia contentezza, in breve mi fui chiarito ch'io mi era apposto al vero. — E come faceste a sincerarvene?
— Naturalmente secondo i principii della scienza, istituendo diligenti, non menochè sagaci inquisizioni.
— E sopra chi esercitaste le vostre ricerche?