— E spesso anche ingiusta... scusa da capo, e Dio ti benedica.
Fattosi giorno, Curio, debitamente facoltato, uscì dal quartiere per andare alle stanze del maggiore, avendo prima avvertito di mettersi in tasca il pagherò del Fadibonni. — Bussa. Il servo gli afferma sempre a letto il padrone: ed ei: — Aspetterò qui nella entratura. — L'altro: — Dio ne liberi! Il padrone non vuole che in casa si trattenga persona. — Non fa caso, soggiunge Curio, aspetterò giù all'uscio. — Scende e si pone in sentinella camminando su e giù quattro passi o sei traverso l'uscio. Il Fadibonni veramente giaceva in letto; quando si seppe liberato dall'importuno, si voltò sul fianco destro ed attaccò un altro sonno, cessato il quale chiama il servo e gli comanda:
— Va' un po' a vedere se il soldato ci è sempre. Il servo andò, tornò e disse:
— Ci è sempre.
— Potesse agguantarlo un accidente! E si voltò sul fianco sinistro, dove giunse ad appisolarsi da capo; svegliatosi, chiama:
— Biagio! Quel demonio è andato via?
— Illustrissimo no, egli va su e giù che pare un pendolo da orologio.
— E ora come si fa? Bisognerebbe pure che io uscissi di casa. E tu, Biagio, nei miei piedi che faresti?
— Io consigliare un signore come lei? Ma che le pare!
— Tira via, che faresti?