— Me lo ha confidato nelle orecchie madre natura.
— Adesso ella mi scrive non poter più celare il suo stato, non essersi attentata a frequentare le case in traccia di lavoro, e quando pure, vinta la vergogna, ci si fosse esposta, ne avrebbe ricavato infamia, non soccorso: ormai trovarsi allo estremo; non sapere come tirarsi innanzi; impegnato tutto; giacersi sopra la paglia senza saccone; finchè non avesse partorito la creatura che si sentiva muovere dentro le viscere, volere vivere, ma caso mai avesse dovuto soccombere sotto il peso della fame... per lo amore di Dio non sospettasse ch'ella con deliberato animo avesse ucciso il figliuolo di lui. Della povera creatura, di lei che lo amava tanto si ricordasse; nelle sue orazioni pregasse per loro. E più non potè dire, sicchè rimasero co' colli tesi, l'uno con la bocca incollata all'orecchio dell'altro.
A Curio, mentre teneva gli occhi intenti nella tenebra, ecco apparir disegnato con luce, che pallida in prima, diventa poco a poco più splendida e viva, il numero 600. — Ah! l'ho trovato, egli esclama, l'ho trovato, e quello che non avrei ardito per me, lo ardirò per lui; se non tutti, almeno in parte me li avrà pure a rendere; e dominato da questa fantasia, volto al compagno, con lieta voce gli disse:
— Camerata! coraggio; io ti posso sovvenire; dunque cessa di tribolarti; e per mio governo, a levarti di angustia quanto ti occorrerebbe?
— Ma, un cento di lire... ti paiono troppe?
— Cento lire! Dormi, dormi pover'uomo, domani io ti prometto il doppio, per lo meno.
— Ah! che gusto hai di straziarmi così? Era meglio ch'io mi tacessi.
— Oh! sai che ci è di nuovo? Che tu mi pari un villano calzato e vestito. Per me lo scherno ai miseri è delitto che supera ogni altro delitto. E questo disse in suono di scorruccio così sincero, che l'altro raumiliato rispose:
— Perdona; la miseria è paurosa e sospettosa.
— E spesso anche ingiusta.