Chi immaginò prima il tempo vecchio ad un punto ed alato, sicuramente lo ebbe a provare in vita sua o celerissimo o tardo, a seconda della speranza o del timore; ora pei nostri personaggi fu la volta in cui parve che adoperasse l'ale, dacchè improvviso precipitò loro sul capo il termine del congedo, e bisognò pensare a separarsi. Tanto patirono pel nuovo distacco, che stettero a un pelo d'imprecare il momento nel quale desiderarono rivedersi: per ordinario nelle faccende della vita accade così, e se la mente presaga avvertisse i mali che stanno per nascere dalle cose appetite, io, per me, credo che l'uomo strozzerebbe le sue voglie appena nate, come Ercole in culla i serpenti.

Senz'altro accidente trascorsero a questo modo parecchi altri mesi; quando, certa notte, parve a Curio udire persona che piangesse a canto a letto; da prima sommesso, poi di mano in mano più forte, ond'ei, temendo pel doloroso, lo avvertì pianamente:

— Bada, fratello, che il sergente di guardia non se ne accorga e ti metta in prigione.

— Nè anche il pianto è concesso... ah!

— Ma perchè piangi?

— Te lo dirò — ed entrambi sporsero tanto i capi loro fuori del giaciglio, da toccarseli e da potere Curio intendere il susurro dell'altro. — La mia storia, proseguì il doloroso, per la umanità è vecchia, ma per l'uomo è sempre nuova... amai una cara fanciulla...

— Ed ella amò te...

— E fui preso nella leva; sai tu che numero estrassi? L'uno; mi toccò separarmi da lei e lasciarla...

— Incinta.

— O come lo sai? Chi te lo ha detto?