[48]Martirio in terra appellasi, Gloria si appella in cielo. Beatrice Tenda, di Tedaldi-Fores, giovane poeta spento in floridissima età.
[49]Nella Cronaca MS. del Settimanni nello Archivio delle Riformagioni espressamente si dichiara: «Fu fatto venire Paolo Giordano da Roma perchè acconsentisse alla morte d’Isabella.» — E quivi pure si racconta, come nello agosto successivo alla morte d’Isabella «fossero fatti sparire il figlio di Giovanni Battista de’ Servi, e Carletto Fortunati, lancia spezzata, come quelli che erano reputati drudi d’Isabella.» E che Giordano alle istigazioni altrui acconsentisse alla strage della moglie, pur troppo impudica, lo confermano ancora i MS. Capponi, della Biblioteca R. di Francia, e mio. — Il signore Bell nel suo racconto dell'Accorambona ci avverte come pei costumi spagnuoli, nei quali era stato educato Francesco, correva assai più grande l’obbligo nei fratelli di vendicare le disonestà della sorella, che nei mariti quelle della moglie. Il Galluzzi nella citata Storia, Lib. IV, cap. 2, scrive. — «È certo che a donna Isabella furono fatti funerali più pomposi che a donna Eleonora, e che il granduca e il cardinale non solo mantennero dopo con l’Orsini buona corrispondenza, ma s’interessarono per acquietare i suoi creditori, e dare alla di lui sconcertata economia qualche sistema. Tutto ciò proverebbe che, o la morte di donna Isabella non fu violenta, o che il granduca e i fratelli essendo di concerto con l’Orsini, con la loro dissimulazione resero lo eccesso più detestabile.» Davvero tra l’una ipotesi e l’altra corre troppo grande divario perchè uno storico solenne se la deva passare così scivolando. Da tutte le memorie dei tempi e da tutte le storie ricaviamo come la strage fosse imposta, e pagato il prezzo del sangue, che non si limitò unicamente nelle premure di acconciare la dissestata economia dell’Orsini, ma giunse perfino, secondo che ce ne porge testimonianza la Cronaca del Settimanni sopra citata, a fare donazione nell’ottobre di cotesto [pg!171] anno della villa Baroncelli a Paolo Giordano e a Virginio; il quale fatto forse indusse in errore l’Ademollo, che affermò nelle sue note al racconto intitolato Marietta dei Ricci, donna Isabella Orsini essere stata strangolata nella villa Baroncelli, oggi Poggio Imperiale.
[50]Svetonio, Vita di Claudio, in fine.
[51]La Bianca non era ancora moglie di Francesco I: viveva tuttavia l’arciduchessa Giovanna. Questo è anacronismo; ma la povera Giovanna, comecchè donna piissima, che condusse vita di silenzio e di sacrifizio, non era personaggio tale da ravvivare il racconto. Anime sante, ma pallide, nate a soffrire e a tacere!
[52]Vedi le note seguenti.
[53]Fino al tempo del granduca Ferdinando I si adoperavano in corte candele di cera gialla: egli le mutò in bianche, come conosceremo dalla lettera del Soderino riportata più sotto.
[54]Michele Montaigne, invitato a pranzo dal granduca Francesco, osservò come questi bevendo mescolava molta acqua nel vino, mentre la Bianca tracannavalo quasi puro: «On porte à boire à ce duc et à sa femme dans un bassin où il y a un verre plein de vin descouvert, et une bouteille de verre pleine d’eau: ils prennent le verre de vin, et en versent dans le bassin autant qu’il leur semble, et puis le remplissent d’eau eux-mêmes, et rasséent le verre dans le bassin que leur tient l’échanson. Il mettoit assez d’eau; elle quasi point. Le vice des Allemands de se servir de verres grands outre mesure est ici au rebours, de les avoir extraordinairement petits.» Voyage, T. II, p. 59.
[55]Svetonio, Vita di Giulio Cesare.
[56]Porque dixo la venganza Lo que la offensa no dixo? Calderon de la Barca.
[57]Queste ultime parole furono sentite dire da Francesco quando licenziò Giordano dopo il segreto colloquio tenuto fra loro. MS. Capponi, e mio.