— “Tanto meglio: così verrò più agevolmente a capo dei miei desiderii. E, aveste spada, tornerebbe lo stesso: chi tratta la penna regge male la spada....”

— “La lettera mi sta sul cuore,” disse il Salviati, facendo croce delle braccia sopra il petto; “e non l’avrete se non mi strappate ambedue....”

— “E lo farò....”

— “Forsennato! Prima di giungere a lui, e’ vi sarà forza passare sopra il mio corpo!” grida Isabella ponendosi tra mezzo a Troilo e a Lionardo.

— “Indietro!” proruppe Troilo; e di un urto mandò la duchessa traverso al lettuccio.

— “Ahi misera! misera Isabella! a quale uomo sagrificasti la tua vita....”

— “La lettera....!”

— “Vi ho detto il modo per averla....”

— “Il sangue vostro sia sopra di voi.” — E traendo fuori la daghetta, Troilo cacciò innanzi la mano manca per afferrarlo. Lionardo non mosse passo; imperterrito, con le braccia incrociate sul petto, si disponeva a patire una violenza contro la quale, e per la fievolezza della persona e per trovarsi disarmato, non poteva opporre nulla. Troilo già lo afferrava, quando si aperse fragorosa la porta, [pg!93] ed entrando in sembianza turbata Lelio Torelli, a voce alta gridò:

— “Il magnifico signore duca di Bracciano....!”