— “La coscienza! forse quella con la quale diceste le lodi del serenissimo signor Cosimo? Un cavaliere onorato non s’introduce fuggiasco in casa altrui, non si mescola dei fatti che non lo riguardano, non viene a ordire trame; e se trame non fossero, non repugnereste a darmene conto....”
— “E chi siete voi dunque, messere Troilo, di grazia....?”
— “Io...! Io sono quegli a cui dava in custodia la sua donna il duca di Bracciano....”
— “Ed osate farvi un diritto di questa custodia? Ah! messere Troilo....”
— “Che cosa intendete? Salviati, guai a voi! Io sono uomo da mozzarvi la lingua.... sapete....”
— “Troilo! ove trascorrete? Voi gli dovete onoranza, non altrimente che se mi fosse fratello....”
— “Onoranda gente davvero sono i fratelli vostri.... La lettera, Salviati, la lettera!” [pg!92]
— “Io non sarò per darvela mai....”
— “Badate, ch’io vi adopererò la forza....”
— “Userestemi voi villania? Non vedete voi ch’io sono disarmato....?”