[CAPITOLO PRIMO.]

LA COLPA.

Ma Gesù chinatosi in giù scriveva col dito in terra. E com’essi continuavano a domandarlo, egli rizzatosi disse loro: Colui di voi ch’è senza peccato gitti il primo la prima pietra contro a lei. — Gesù le disse: Io ancora non ti condanno: vattene, e da ora innanzi non peccar più.

S. Giovanni. VIII.

Ave Maria! Creatura di cui la vista persuase l’Eterno a offerirsi vittima espiatoria per la stirpe onde nascesti alla giustizia irrevocabile della sua legge; — Vergine, nel seno della quale Dio penetrò come raggio purissimo in acqua pura;[1] — Madre, che nel tuo grembo, meglio che nell’Arca Santa, la Divinità conservasti, abbi misericordia di me.

Ave Maria! Regina dei cieli: Dio con gli Angioli più amorosi, che mai creasse nella esultanza della sua gloria, ti circondava. Dio pei campi del suo firmamento le stelle più luminose per tessertene una corona sceglieva; sotto i tuoi piedi il sole poneva, e la luna. Cristo riposa sopra il tuo braccio come sopra un trono eccelso a governare il creato. Tu, che puoi tutto, abbi misericordia di me! [pg!8]

Ave Maria! Dio versò il suo sangue in osservanza dei fati della sua legge. Tu vinci anche i fati; imperciocchè, quando ti vennero meno le amorevoli inchieste, tu deponesti l’Eterno dal tuo braccio divino, e davanti lui ti prostrasti, e con la preghiera ottenesti quello che non aveva potuto impetrarti la domanda: — perchè quale uomo mai, o qual Dio, potrebbe vedere la propria madre prostrata al suo cospetto, e respingerla sdegnoso da sè?[2] Dio è sopra la natura, non contro la natura. Misericordia dunque, misericordia di me!

Ave Maria! Solo che tu volga uno sguardo di benignità sopra l’anima del parricida, ecco diventerà candida come quella del pargolo battezzato pure ora. Tu, che hai una lacrima per ogni sventura; — tu, che dalla miseria a soccorrere i miseri apprendesti; — tu, che possiedi una consolazione per ogni tribolato, un buon consiglio per ogni traviato, un soccorso per qualunque fallo, una difesa a qualsivoglia colpa, tu sarai sorda solamente per me?

“La contemplazione delle tue glorie nell’alto ti dissuade dallo abbassare più oltre i tuoi sguardi a questa valle di lacrime? Le laudi dei celicoli ti hanno reso forse molesti i gemiti dei tuoi divoti? Madre del tuo Creatore, ti sarebbe per avventura incresciuta la tua origine terrena? Lassù nel cielo si costuma egli come nel mondo?....

“Ahi trista me! Me misera! La mente mi vacilla a modo di ebbra: pur troppo, pur troppo m’inebbriò [pg!9] il dolore, e la parola m’imperversa procellosa per le labbra quasi un vento di bufera.

“Maria, perdono! Tu sai se infante non aborrendo io bagnarmi i piè nudi per l’erbe rugiadose, lasciato il letto tepido, mi conducessi a sceglierti i fiori, che dai calici aperti bevevano i raggi primi del sole mattutino; tu sai se io vigilava sempre a guisa di vestale, perchè il lume della lampada domestica a te consacrata non si estinguesse; — e se qualche fatto non degno della tua santa vista commisi, io prima ti velai il volto, e poi te ne chiesi perdono. In te sola confido.