— “Che cosa desidera il mio signore?”
— “Hai tu sentito nulla dei colloquii che abbiamo tenuto or ora qua dentro? Io ti avevo accomiatato non mica per me, dacchè tu sai se io per te conservi secreto sul cuore comunque piccolissimo, ma per loro....”
— “Chi loro?”
— “L’Orsini e don Pietro....”
— “Di don Pietro non sapeva io....”
— “Pensa! Io ho tenuto proposito delle loro mogli, e della vita poco laudabile che menano: mi [pg!168] sono raccomandato, perchè procurino persuaderle alla convenienza, e fare loro una squartata a dovere: non hai tu inteso nulla?”
— “Nulla.”
— “Vero? via, qualche cosarellina avrai poi inteso.”
— “Da gentildonna onorata....”
— “Bè. — Tu stai sull’ingrugnato per via del rimproccio di stasera. Ma che vuoi tu? io mi stizzisco così di leggieri, e me ne pento poi. Quello che ho sul cuore ho sopra la lingua. Sono troppo sincerone. Te ne domando perdono....”