«Principessa, non so se fosse scellerata la favella del serpente, ma per certo fu vera.»
«No…. scellerata, e fallace. Non promise egli di farci uguali a Dio? Infelici traditi! noi abbiamo imparato il duro mistero, che la nostra mente non è capace a comprendere. Atrocissima scienza! E dalla nudità della mente oseremo sollevare la fronte ribelle fino al Creatore? Ma di ciò basti, chè al cuore indurato riesce ributtare ogni argomento di salute, e lo spirito del male ragiona più sottile di quello del bene, il quale è piuttosto lieto della sua gioia che valente a dimostrarla. Poniamo che la morte deve soccorrere il disperato; ditemi,—sapete voi quale sia il momento in che la speranza vien meno?»
«Allorchè le cose presenti appaiono passate, e le passate presenti; allorchè divisando la tua via a oriente ti trovi a settentrione; allorchè gli occhi vedono senza lagrime le rovine del vulcano, e la gioia dei prati in primavera; allorchè la mano di tutti si alza contro di te, e la tua mano si solleva contro di tutti,¹ e il saluto di tuo padre ti suona come maledizione, e quello dei figli come rampogna; e il labbro volendo profferire la preghiera, mormora bestemmie, e i cieli nessuna altra cosa presentano fuorchè una volta della terra che il caso ha fabbricato e che il caso può distruggere…. ovvero l'eterna dimora del forte Signore del fulmine….»
¹ …. Ferus homo: minus ejus contra omnes, et minus omnium contra eum. (Gen., c. 16.)
«Santa Vergine! voi bestemmiate….»
«Io dico che allora la speranza è morta.»
«Cotesta è la vita del dannato; nè in così miser stato siete caduto, Rogiero. Le vostre parole scesero nell'anima mia, voi sarete consolato.»
«Che! Avreste voi intese tutte le mie parole? Oh! non vi badate, le profferii nel delirio…. La ragion in quel punto era ebbra di dolore…. Ma vivaddio! si addice a cortese donzella porgere orecchio alle parole del delirante?»
«Io trapassando nient'altro ho inteso proferire che amore….»
«Amore! sì…. poichè lo intendeste…. ma disperato amore…. e non solo…. e pure di per sè stesso potente a consumare ogni anima che ardisca nudrirlo. Un amore, di cui il pensiero è fremito, la conoscenza delitto, la rivelazione pena….»