«Padre!—Re!—Chi padre? Tu forse, Manfredi?»

«Ahi sventura! al figlio del peccato, abbracciamento di sangue!…»

«Tenebra di dolore angustiava i miei anni… vissi la vita del pianto… delitti, ambasce, rimorso… oh! tutto è ricompensato dalla soavità dell'amplesso… io benedico la vita…»

«Godi nelle braccia del padre che tradisti… godi del padre parricida!»

«Da cui muove questa voce, padre? ella m'inasprisce le piaghe…»

«È voce di schiavo che insulta alla morte del signore…»

«È del Caserta; la riconosci, Rogiero?»

«Ti riconosco per empio… ma bada, breve gioia è quella che deriva dall'altrui pianto… fiero destino ti aspetta, Rinaldo… Accenni del capo, e mi deridi? Nello abisso della miseria ove ci getta la tua perfidia io contemplo il tuo fine, e parmi sedere sopra un trono di gloria… Ahimè! fuggono le parole alle labbra… padre, è salva Yole?»

«Salva»

«Menti, è prigione.»