«Non monta…. porgete. In queste lettere si dà contezza dell'esser mio?»

«Credemmo ben fatto nasconderlo.—Sareste troppo prezioso ostaggio nelle mani del Conte.»

«Sta bene.—Voi, ditemi, chi siete?»

«Io?»

«Voi. Pagate fiducia per fiducia.»

«Principe, che importa a voi sapere chi sono?»

«Sentite: un cumulo di vicende mi trasporta a tal fine ch'è stato sempre il mio abborrimento; forse potrei resistergli:—non voglio, mi affido a voi, mi abbandono intieramente nelle vostre braccia; e ciò non già perchè voi non possiate essere traditori, ma perchè, qualora dal vostro tradimento me ne derivi la morte, io la desidero. Tutto questo sta a dimostrarvi, che in qualunque caso possano gettarmi i vostri disegni, non dirò mai nulla contro di voi, perchè voi non mi potete fare danno. Ora poi vi domando un solo atto di fiducia, e mi chiedete—che m'importa conoscervi?—certo nulla; ma a voi che cosa importa celarvi?»

«Se stesse a me, io di già vi avrei svelato il mio nome,—ma noi siamo molti legati da comune giuramento a non manifestarci a persona;—voi vedete che senza il consenso di tutti io non potrei… la sicurezza loro…»

«Ma e non potrei rompere la cera e la seta che sigilla questo foglio, e leggerne…?»

«Voi nol fareste; e poi…»