Così dicendo, parte stizzoso, parte confuso, raddoppiò le guardie, s'incamminò alle scuderie, nè quivi gli occorse vedere il cavallo di Rogiero; quindi scelti alcuni scudieri, commise loro di andarne in traccia a tutta fretta, o di non comparirgli dinanzi, finchè non ne avessero avuta novella.
Rogiero ricuperava i sensi: un acerbo dolore gli fasciava la fronte; i suoi occhi s'incontrarono in un lume che gli ardeva davanti,—gli richiuse prestamente, come se gli fossero stati feriti, domandava lo nascondessero; allora si riprovò a tenerli aperti, e si accorse di non essere più nella stanza di prima, ma adagiato sur un letto magnifico; e quel misterioso, che sì poco aveva favellato, soccorrerlo con tanto affettuosa premura, che maggiore non ne avrebbe dimostrata una madre; onde appena tornato in sè gli udì profferire queste parole: «Benedetto sia Dio, che finalmente s'è rinvenuto!»
Rogiero, presa baldanza, si gettò giù dal letto, e sforzandosi parlare disse: «Or dunque?»
«Or dunque» replicò il Conte della Cerra «il pianto spetta alle femmine…. Domani provvederemo a imbalsamare il corpo del padre vostro;—confortatevi di questo, ch'egli sarà suffragato di messe da non portare invidia a nessun'altra anima cristiana che mai uscisse od uscirà fuori di questo mondo; e che le sue ossa, più presto che per noi si potrà, saranno trasportate a Monreale, affinchè riposino accanto a quelle di Federigo.—In quanto a voi, se volete fare il sacrificio del vostro Regno, e della vostra vendetta, all'uomo che vi ha ucciso il genitore….»
«Un di noi due avanti che sia molto deve morire di ferro!» gridò concitato Rogiero.
«Forse ambedue,» disse tra sè il parlante, e poi soggiunse a voce alta: «Avvertite bene, Rogiero; le signorie nuove si distruggono più agevolmente delle antiche, imperciocchè a queste la consuetudine, quando anche manca l'amore, dia una tal consistenza d'inerzia difficile ad abbattersi; nelle nuove, sia per non aver tempo di metter radici, sia per riuscire sempre minori dell'aspettativa di cui le desidera, questa difficoltà non è tanta.—Carlo Conte di Provenza si apparecchia a muovere ostilmente contro questo Regno.—S'inviti a venire,—si aiuti a consumarsi con Manfredi;—facciamo che lo superi, e quando lo abbia vinto, gettiamoci addosso del Conte indebolito dalla sua stessa vittoria.»
«Ebbene?» disse Rogiero.
«Ebbene; si spedisca un messo fedele a manifestare a Carlo quanto ho fino adesso esposto:—queste sono credenziali sottoscritte dai maggiori Baroni del Regno; ormai faccio conto, che Carlo sia entrato in Monferrato: un nostro messo che si affrettasse potrebbe incontrarlo in Lombardia. Dove s'imbattesse in qualche cavallata di Ghibellini, queste altre sono lettere per Buoso da Doara, che il lascerebbe passare.—Ma questo è gelosissimo negozio; dipende dalla lealtà del messo la vita di migliaia di fedeli servitori vostri.»
«Al Cielo non piaccia che dove gli altri affrontano i pericoli per me, io risparmi la fatica,… Porgete…. io stesso le recherò…»
«A Carlo d'Angiò? voi stesso, così ammalato?»