E il nepote senza punto peritarsi, mostrando come quelle asprezze non gli tornassero paurose, rispose speditamente:

"Anzi voi: la Caterina ha apparecchiato da un'ora, e non vi vedendo arrivare ha detto:—Marco, fa una cosa; la neve cade come Dio la manda, la notte è buia, scoscesa la strada; prendi la lanterna, e va per lo zio, chè non gli accada la malaventura…"

"La cara citta! Ma tu non sei venuto per me? lo giureresti? Va, falso, tristo e bugiardo, tu se' venuto per la ragazza di Biagio."

"A dire la verità, quando prima mossi da casa pensava a voi solo, mio buono zio, a voi solo, e niente a Rosa: a mezza strada ho cominciato a pensare anche un poco alla ragazza; nello entrare qui mi parve pensare tanto alla ragazza quanto a voi a parti uguali… E a voi, zio, io credo che penserò sempre anche quando avrò figliuoli…"

"Davvero?"

E il giovane portando aperta la sua mano sul petto, e comprimendovela forte dalla parte del cuore, con voce ferma e religiosa soggiunse:

"Davvero…"

"Sii benedetto nei tuoi figliuoli…" mormorò Lazzaro fra i denti; e poi riprese in suono più distinto piegandosi verso l'oste:—"Or via, Biagio,… dunque ti pare che questi ragazzi si vogliano proprio bene?"—E senza attendere risposta continuava: "Fa una cosa; chiama la tua figliuola, e vieni a cena meco, chè vedremo di aggiustare la faccenda per dopo quaresima."

"Con tutto il cuore, Lazzaro… Avviati, chè io ti tengo dietro."

E Lazzaro gettandosi il pastrano sopra le spalle favellò:—"Anche questa è fatta,—disse colui che infornò la moglie mentre si asciugava il sudore.—Buona notte, compari…"