La serpe si oppone, allegando la indagine del fatto essere estranea all'ufficio della Cassazione; ma la scimmia insiste con queste parole:
"Distinguo: nella specie la quistione di fatto è assorbente quella del diritto, per questo perchè il fatto è pedissequo del diritto, e il diritto è pedissequo del fatto; e intanto nel concreto caso bisogna conoscere il fatto inquantochè altrimenti non si potrebbe applicare il diritto; o, in altri termini, il diritto sta dirimpetto al fatto come il fatto sta dirimpetto al diritto. Per questi motivi, i quali d'altronde trovano appoggio in tutta l'antica e la moderna giurisprudenza e negli scrittori più schiariti alla materia, è di evidenza intuitiva, come due e due fanno quindici, che in Cassazione possono e devono effettuarsi verificazioni di fatto tuttavoltachè appariscano collegate, vincolate e strettamente pedisseque al diritto: e quindi facendo ragione alla domanda del montanaro, dobbiamo ordinare, conforme ordiniamo, l'accesso sopra i luoghi."
La scimmia scende dal fico, e insieme uniti si riducono al punto ove il caso avvenne. Allora la scimmia favellando piacevolmente alla serpe, la interroga:
"Carina mia, or dunque dimmi: quando il montanino ti rinvenne intirizzita, stavi proprio qui?"
"Qui traverso."
"Bene; ed egli ti prese per la coda, e ti portò quaggiù?"
"Precisamente."
"E qui gli ordinavi ti mettesse nel buco?"
"Qui appunto."
"O dove si trova egli questo benedetto buco?"