«Non vorrà l'eccellenza del signor Capitano ordinare, che voltiamo di bordo?»
«Avanti! avanti! arranca! Forza di remi!» gridò don Severo con voce tonante.
E fu fatta forza di remi. Oggimai eravamo arrivati a meno di un terzo di tiro di bombarda, quando il Comito, levatosi da capo il berretto con i medesimi segni di devozione profonda ripetè:
«Sembrerebbe tempo alla eccellenza del signor Capitano ordinare, che dessimo di volta al timone?»
E siccome don Severo teneva gli occhi accesi nella armata turca intenti così, che pareva volerla ardere col guardo, e come tratto fuori di sè alle parole del Comito nè badava, nè rispondeva, questi soggiunse:
«Io mi tolgo ardimento, signor Capitano, di ammonirla, che alla prima scarica del turco, della carcassa della povera fusta non rimarrà tanto legno che basti per farne una croce, da piantarsi sopra la nostra fossa.»
In questa, ecco si leva di sul legno nemico una leggera fumata; e in meno, che non si batte occhio, immaginatevi come fa il grano sbalzato dai vaglio quando di qua e di là si spande, e il vento se ne porta la pula... così se ne andò frantumato il capo di don Severo, colto in pieno da una palla di bombarda.
Un pezzo di cranio, schizzato con forza, mi lacerò la gota sotto l'occhio sinistro. Il Comito trovò il cervello del marchese don Severo dentro il suo berretto. Il tronco del Marchese non cadde, giravoltò su le calcagna; poi mosse in fretta quattro passi o cinque, quasi volesse correr dietro alla testa; senonchè giunto alla sponda della fusta vi battè fieramente dentro con la pancia, e a gambe levate precipitò in mare. Il Comito, senza punto smarrirsi, e come se non fosse fatto suo, gridò:
«Gira di bordo! Forza di remi!»
Ma nel punto, che ogni supremo sforzo adoperavamo per allontanarci sollecitamente, ci piove addosso una vera tempesta di ferro e di fuoco: rotto il sartiame, crivellate le vele, gli alberi tronchi, spezzati i remi: i morti molti; troppi più i feriti. E la sciagurata fusta? Oh! ella non sembrava più il balioco cavallo arabo di dianzi, spumante e leggero; bensì ranchettava come pecora incannucciata. Alla Beatissima Vergine piacque salvarci per miracolo!