Donna, in buon tempo pensa, che il tuo figlio virtuoso sarà perseguitato; contro i buoni si accampano nemici tutti i vili, e questi sono i più: e tu fino d'ora rammenta, che l'asilo più sicuro pel figlio negl'infortunii della vita occorre nelle braccia materne sollevate sopra la sua testa. La donna di Ges, che stringendo il suo pargolo al seno fugge in Egitto per sottrarlo alla persecuzione di Erode, offre per la umanità trionfo più glorioso di quello, che menò Giulio Cesare sopra Farnace veduto, e vinto.

Donna, Lutero leggendo la Bibbia là dove narra di Dio, che domanda al padre Abramo il sagrifizio d'Isacco, notò in margine: «Ma Dio non avrebbe osato domandarlo a Sara.» Queste le sono fole, ma se il Creatore avesse domandato il sagrifizio del suo sangue alla madre, sai tu che cosa gli avrebbe risposto? «Ente maligno, e crudele, cerca i tuoi trastulli fuori delle viscere delle madri.» Ma quando la Patria, la cara Patria, ha detto alla madre: «Ho bisogno del tuo figlio», che cosa ha risposto la madre?

— Lo aveva generato appunto per questo, — tali furono le parole della madre di Brasida, quando le annunziarono il suo figliuolo caduto per la difesa di Sparta.

Donna, e tremando io te lo annunzio: se il figliuol tuo, la carne della tua carne, dovesse un giorno salire il patibolo, bada al delitto non alla pena: pensa, che anche il patibolo è diventato segno di adorazione: rammenta che Maria compresse l'anelito tremendo di madre, e potè consolare lo sguardo moribondo del figlio col suo sguardo: non porre in dimenticanza mai, che uno dei titoli della Madre di Cristo — forse il più grande, certo il più pietoso, — è quello di Madre dei dolori.

Ma Dio disperda questi augurii, e, come il mio cuore desidera, ti mandi figli forti — belli — virtuosi — e felici.

Bastia, Belgodere 10 8bre 1853.

F. Dom. Guerrazzi.

A Teresa Bertelli nata Guerrazzi

Carissima Sig.ra e Parente

Io non ebbi più sue nuove, nè di Ferdinando, nè delle figlie: ciò mi duole assai, molto più, che la famiglia era in condizione non lieta; se fosse stato altramente, sopporterei con più rassegnazione il loro silenzio. Mi scrivano dunque, mi visitino con le loro lettere: io qui sono solo, e mi sono fatto uno esilio nello esilio: amicizie corse ho poche, italiane nessuna, e veramente se togli pochi non ne giova. Sicchè mi raccomando.