P. S. Mandi le lettere per me al S:e D:e An:o Mangini, Livorno.
Villa Belgodere 23 Ap. 1854.
Carissima Amica, e Parente
Se a lei, ed ai suoi giungono gradite le mie lettere per la benevolenza, che mi portano, graditissime mi hanno a riuscire le sue per affetto, per gratitudine, e per necessità, però che per gli esuli tutto quanto muove dalla Patria assume una certa fisionomia come di religioso, e di santo. In questi giorni la morte ha diluviato fra i miei parenti ed amici; pure la nuova della partenza del D:o Gius: Guerrazzi ha contribuito non poco a contristarmi: vero è però, che la sua età era matura, e la morte è la conclusione della vita. — Bisognerebbe che la morte di un tanto uomo fosse annunziata nei Giornali con un breve cenno biografico; ma a questa ora ci avrete pensato, ond'io con queste parole porto frasconi a Vallombrosa.
Non ho veduto nella sua lettera parola riguardante le figlie: perchè questo silenzio? Fu casuale o a disegno? Se casuale, la prego a ripararlo, se a disegno, sarei temerario se le domandassi la ragione? I nepoti, e Maria stanno bene e le si raccomandano.
Fin qui a lei; adesso al Sor Ferdinando.
Credo benissimo a quanto ella mi dice, e la dispenso da giurarlo, ma non ci vedo verso: pur troppo temo il serpente abbia ragione: astuto è costui, e capacissimo a speculare il tempo pei suoi vantaggi. Io intendo benissimo, che volere riportare tutti i bisbigli di Firenze equivarrebbe ad ammazzare a colpi di pugnale tutti i moscerini, che si aggrappano intorno una botte di vino andata a male, ma pure taluni per la loro singolarità meritano essere riportati: me ne scriva dunque di qualcheduno. Il fondo della cosa è, che ormai non si sa più dove andiamo a cascare: ed io mi sogno una seconda santa Alleanza da Pietroburgo a Napoli; e il Papa liquefarsi, e noi respinti nella barbarie per qualche secolo. La confusione entra nelle faccende del mondo: nessuno fa la sua parte, e nello scompiglio contano le baionette, e Austria, Prussia, e Russia ne hanno molte, e appuntate. Francia non crede più a nulla; i popoli sono sfiduciati, discordi, queruli, e ciarlieri, e codardi; tra una bastonata e l'altra purchè possano rosicare un osso, e basta: per ora non vedo, che male, ed ogni rimedio, quando mai potesse apparire, temo sia tardi. Le stringo la mano e le do un bacio di cuore.
Suo Aff:o Amico e P.
D. Guerrazzi.
Ad Ersilia Bertelli
Bastia 20 Ag. 1854