Bastia, 21 agosto 1856.
Cariss.a Sig.a Ersilia
Avrei dovuto rispondere prima alla sua lettera graditissima del 12 corrente, molto più che la materia lo meritava davvero: ma ho dovuto procrastinare, stante che ancora io ho sofferto un disturbo intestinale di cui non sono per ancora rimesso. Sento con infinito dispiacere, che la salute del buon Ferdinando non migliora, e a parere mio non fu savio repugnare al taglio dello ascesso; ma forse a questa ora lo avrà fatto coll'opera dello Zannetti: tanto io, quanto Maria e gli altri di casa, desideriamo avere notizie del Babbo, e le auguriamo migliori. Possa questa speranza non rimanere delusa! In attenzione di suoi riscontri, pregandola di dire tante cose a tutti, io mi confermo
Suo aff.o amico
D. Guerrazzi
A Teresa Bertelli nata Guerrazzi
Comigliano, 20 novembre 1856.
Cariss.a parente ed amica
Ella mi narra disgrazie, io le taccio le mie, e se le mie consolassero le altre non mi starei in silenzio; ma come le crescerei il fascio senza pro, sicchè meglio e fare come faccio. — Il freddo mi travaglia, e non siamo a nulla. Non ho mente a scrivere per ora, ma quanto prima qualche cosa di fatto uscirà in luce. Sto solo in una villa arcigrandissima, e messa su alla grande: ci abitò la ex regina di Francia moglie di Luigi Filippo, ed ora la sua nuora mi sta poco lontana. Curiosa! tutti frantumi gettati alla spiaggia.
Parliamo di lei. Intorno a Ferdinando, pazienza, dacchè il male se ne va; per Ersilia poi, finchè non muterà affatto sistema di vita, non guarirà mai; vuolsi aria montanina, e molto affaticarsi, e nudrirsi, e ingrassare.
Quanto mi ragguaglia, circa a femmine, è brutto; più di tutto mi dolse dell'Alberti, di cui le sembianze tanto erano gentili, ma costumi secondo tempi, come frutti secondo gli alberi. Noi Toscani siamo ludibrio per la nostra codardia, e rilassatezza.