Sento, che Babbo va migliorando. Signore! o quanto ci vuole a scattivirlo? Stia di buono animo, chè spero co' bagni, a stagione calda, guarirà.
Notizie non le so dare, perchè vivo in campagna, quantunque in città. La nepote non è più meco; pigliò il volo come fanno tutte le colombe, e si è maritata. Io le ho data la dote in quattro bei mila scudi di mio; e la partita è saldata. Benedette figliuole! Veniste al mondo col levarci una costola, ma bisogna confessare che ci vivete logorandocene due. Eppure, senza donne non si può fare, tanto vero, che ho qui in casa una bambina di 5 anni che un mio amico ci lascia stare a sollievo della mia solitudine.
Maria sta bene, e saluta lei e tutti i suoi parenti. Le auguro, o piuttosto torno ad augurarle, buono anno, carnevale allegro, oblio del passato, contentezza avvenire, milioni, cavalli, carrozze, e una collana di diamanti grossi come mele appiole.
Lo stesso alla Mamma, meno i diamanti e l'oblio del passato.
Lo stesso alla sorella, eccetto l'oblio.
Lo stesso a Ferdinando, con meno i diamanti e con più la spalla sanata.
Tutto suo
Affezionatissimo amico
D. Guerrazzi.
Comigliano, 4 del 1858
Carissima Signora