P. S. Dicesi in questo momento che dopo contrasto sia risoluto l'invio del Carignano.
Genova, 14 Dicembre 1859.
Carissimo Amico
È parecchio tempo che manco di sue nuove, e, certo, perchè ho mancato di riscontrare l'ultima sua; ma ciò non l'avrebbe a trattenere, perchè talora sono stanco di scrivere, e non ho, come lei, persona discreta a cui possa dettare; dunque mi dia sue nuove, e di tutti di casa.
Che cosa è questo negozio? Comincerebbero per avventura ad accorgersi i fiorentini, che cotesto civilissimo governo si rassomiglia molto a quello, che adoperano in talune parti dell'America, co' negri lavoratori ai mulini da zucchero? Vedono alfine che dai modi vecchi ai nuovi la differenza che corre è di un L a un R? Resuscita il duca Valentino costà? Mi pigliano i rossori considerando in qual modo un arrogante aristocratico presuma avvilire la patria nostra.
Mi occorre pregarla di un sommo favore, il quale è di volersi compiacere a fare consegnare a Giuseppe Montanelli in proprie mani la qui inchiusa lettera, dacchè da Livorno e da Firenze vengo assicurato che il liberalissimo vostro Governo viola il segreto delle lettere, ed io non amo punto ch'ei sappia i fatti miei.
Qui la stampa suona a vituperio contro al Bey di Firenze; e credo che il Ministero stesso non lo veda con dispiacere.
Mi saluti la Signora Teresa, il genero, e le figlie; anco per parte di Maria, e mi abbia sempre
per suo affezionatissimo amico
F. D. Guerrazzi.
Genova, 4 Gennaio 1860.