«Un cuore da Cesare, per san Giovambattista! un cuore da Cesare! Chi nulla ha da perdere, non può che guadagnare...»
«Mi pare che vi potrebbe perdere la testa.»
«E vi parrebbe perdita per lui?»
«Ma! non saprei.»
Cotesti erano mercanti, le più volte fango tutti per di dentro e per di fuori, senza cuore, senza intelletto e spesso anche senza l'abbaco, del quale presumono essere la pratica e la scienza. — E passano via, ed altri subentrano.
«Noi non possiamo reggere», discorre il primo, e bisogna che ci accordiamo ad ogni modo, se non per amore, per forza.»
«Ed io vi dico che reggeremo, e vinceremo i nuovi Filistei. Dominedio ci manderà Gedeone. Senza fede l'uomo passa per occhio come una barcaccia sfondata,» riprende il secondo.
«Appunto egli è per troppa fede ch'io temo così, compare mio dolce. Suora Domenica, la monaca del Paradiso, ebbe la notte scorsa una visione nella quale la Madonna Santissima della Impruneta con la propria sua bocca le profetò i Medici avere a tornare; questo essere il comandamento del Signore; confortasse i Fiorentini a prendere siffatto partito con vantaggio adesso, piuttostochè aspettare poi a soffrire violenza con danno inestimabile della città[143].»
«E' sono novelle coteste. Fiorenza non patirà oltraggio; fra Girolamo ci assicurava della parte di Dio che perderemmo tutto il dominio, e la libertà della patria rimarrebbe; ed ha detto altresì che, quando gli argomenti umani venissero meno, scenderebbero gli angioli del cielo e difenderebbero la città[144].»