«Dio onnipotente, gran mercè!» esclama Vico, premendo con ambe le sue le mani della donzella: «qual merito avevo io mai onde tu mi compartissi tanta contentezza?»

«Ludovico Machiavelli alla rassegna!» Si udì gridare una voce forte e unito alla voce un percuotere raddoppiato all'uscio di strada.

«Ah! Il capitano Ferruccio», dice Ludovico e, balzato in piedi, lasciando le mani della donzella, precipita fuori della stanza.

Annalena correndogli dietro lo richiama:

«Vico! Vico! anche un istante... una parola.»

«Il capitano Ferruccio», rispose Vico e continua ad allontanarsi.

Annalena si fece al balcone e vide il suo diletto il quale, vergognoso in vista, seguiva un uomo d'arme per aspetto e per dovizia di armi notabile. Però non udendo Vico, siccome aveva temuto, muoversi dal capitano alcuna rampogna, riprese animo e, voltosi di repente, vide la fanciulla al balcone, e studioso di giustificare la subita partita, le mandò una voce sola, e fu questa:

«Libertà!»

La vergine, fatta delle mani croce, e dimessa la testa in atto di rassegnazione, rispose anch'ella con una parola:

«Sia!»