«Nondimanco parla.»
«Prima di tutto avrei bene atteso ad esaminare la mia condizione, e se mi fosse tornato a mostrarmi buono o tristo; dove le parti avessi veduto uguali o di poco inferiori pel buono, mi sarei posto alla ventura per questo; conciossiachè la fama mi piaccia, e ogni uomo senta in sè il gentile orgoglio di essere salutato magnanimo.»
«Come? tu, Cencio?...»
«Io Cencio, se fossi stato Malatesta, avrei statuito così. E quando non avessi fatto civanzo a scegliere la parte buona, avrei tolto la trista; e allora, o il papa poteva darmi sicurezza intera, e intera l'avrei pretesa; o non poteva intera, ed io avrei ricusato la mezza, perchè questa inspira diffidenza e non ti salva. Vedete come ho proceduto con voi; — vi chiesi mai pegno? Vi posi la mia vita in mano come la grù il capo in bocca al lupo.... ed ho lasciato a Dio prendere cura del resto.»
«Ma perchè non mi hai discorso di tutte queste cose avanti?»
«Prima, perchè non me le avete domandate; — poi, perchè, o buona o mala, voi siete la testa che pensa, ed io il braccio ch'eseguisce; — finalmente perchè mi vengono in capo per lo appunto adesso....»
«Qui bisogna rimediare.»
«Certo, bisogna.»
«Nel caso mio che faresti, Cencio?»
«Nel caso vostro me ne andrei a dormire; — avrei un poco di discrezione e non pretenderei da un uomo che casca dal sonno consigli da praticare quando la gente è sveglia. In conseguenza di ciò piaccia alla Signoria Vostra ch'io mi addormenti: — buona notte.»