«Io non ricusai i vostri conforti, ora abbiatevi i miei, e sappiate, principe, che io conosco una via per la quale non solo non perderete, ma accrescerete la reputazione da voi acquistata meritamente e mantenuta fin qui.»
«Davvero, Bandino? Oh! io ti saluterò angiolo mio custode, — non tanto per me, vedi, quanto per la nobile madre mia; ella morirebbe di dolore, se sospettasse un simile fatto..., ella scenderebbe nel sepolcro contristata. — Copritemi il volto del lenzuolo funerario, ond'io non veda il disdoro della mia famiglia, ella direbbe. — Or dunque parla, Bandino, ridammi la vita e più che la vita...»
«Bisogna dar l'assalto a Fiorenza.»
«E quando?»
«Tra due ore.»
«Tra due ore, Bandino?»
«Nulla manca. I Sanesi provvidero quattrocento scale per salire, i ferri e gli uomini per trucidarsi sono pronti.[180]»
«E a che mena l'assalto?»
«O voi espugnate la città, e allora avrete danaro più che non basta a soddisfare le paghe...»
«E se, come temo, non l'occupo?»