«Antinori, vi aveva pur detto lasciaste quel capo onde cristianamente lo seppellissero: Dio si ha per male che l'uomo abusi della vittoria.»

«Per me non so bene se più mi giunga gradita la vista del nemico spento, o la faccia della donna mia; e non leggermente ho creduto che l'animo di questi eccelsi Signori avrebbe preso maraviglioso diletto a contemplare la testa di chi primo osò violare le mura di Fiorenza.»

Francesco Carducci, il quale per la morte di Alessio Baldovinetti era stato eletto de' Dieci di libertà e pace, ed oltre a questo teneva l'ufficio di commissario sopra la guerra, non si dipartiva più di palazzo disperando e nondimeno affaticandosi alla salute della patria: però, trovandosi presente a cotesto caso, aveva da prudente ed acuto osservatore atteso fino a quel punto senza proferire parola ai detti e ai gesti nei diversi personaggi; allora con grave contegno, chiamato un mazziere, ordinò:

«Fa di portare cotesto capo tronco al cappellano, e impongli da parte dei Dieci lo seppellisca in sacrato; poi manda, o torna a nettare il pavimento.»

L'Antinori ravvisò in coteste parole una rampogna al suo operato, e ne sentì acerbo rammarico; amico o avverso al Castiglione, quantunque volte veniva a paragone con lui ne disgradava la fama: gli si accosta per tanto e con motteggio maligno gli susurra all'orecchio:

«Dante mio, voi mi sapete di frate un giorno più dell'altro: — io v'indetto fin d'ora per mio confessore quando vestirete la cocolla.»

«Morticino, accogli in seno un poco di carità patria: vesti l'anima tua di virtù vera, e non abbisognerai di confessore; — perchè molto più che confessore valente giova non aver peccati a confessare.»

L'Antinori alzò cruccioso le spalle e si trasse in disparte. Dante, volgendo la favella al gonfaloniere, a' Priori, ai Dieci, per cagione del sonno interrotto e dalla strana scena avvenuta sotto i loro occhi non bene ancora memori di sè, e sopra gli altri intendendo col guardo nel Carduccio, il quale vegliava per tutti, soggiunse:

«La milizia fiorentina in mio nome vi prega, magnifici Signori, affinchè voi siate contenti di lasciarle aprire le porte per visitare a sua posta il campo imperiale.»

«Signori», interruppe il Malatesta, «in verità questi giovani non sanno quello che si facciano; soldati da ieri, presumono oggi affrontarsi con milizie vecchie, use agli scontri più fieri di guerra..., nè solo affrontarsi con esse elleno ardiscono, sibbene assalirle nel campo per arte munitissimo, difeso da numerose artiglierie. Lodo l'animo pronto; soldato antico, mi piace la militare baldanza... pure, nella mia qualità di capitano generale, e voi, messeri, come difenditori di questa amatissima patria, dobbiamo frenare un moto il quale comechè generoso potrebbe partorire perniciosissimi effetti.»