Il giorno toccava i gradini ultimi del crepuscolo; il cielo si era mantenuto pioviginoso e tinto in grigio: a qualche distanza appena vi si vedeva.
Mostrandosi da' bastioni fino a mezzo petto, Giovanni da Sassatello domandò:
«Chi è che mi vuole?»
«Capitano Giovanni, ho qui meco i mille fiorini, — rendetemi il prigioniero.»
Qui apparvero due altre figure dietro al Sassatello; una di quelle era Eustacchio unico suo figlio, l'altra il Frescobaldi; questi pareva stanco o ferito, perchè stava abbandonato fra le braccia del figlio del capitano Giovanni, il quale con infinito amore lo sorreggeva.
«Di gran cuore, messere Antinori; se non che l'illustrissimo principe ha fatto chiudere di buona ora le porte del bastione e volle la chiave presso di sè, onde non trovo modo per uscire fuora...»
«Poco importa: fate scendere il prigione giù per una scala e poi vi manderò su per una corda il danaro.»
«Prima il danaro.»
«Prima il prigione.»
«Dio vi mandi la buona notte. — Andiamcene, Eustacchio...»