«A proposito, messere Dante, foste voi che arrestaste quello sciagurato del Soderini?»
«Io no; mi cacciai dietro ad uno di quei tristi, ma ben mi accorsi dir vero il proverbio, chi corre corre, ma chi fugge vola, per quanto mi affaticassi non mi riuscì raggiungerlo: più fortunato o piuttosto più veloce degli altri fu Vico, il figliuolo di messere Nicolò Machiavelli; egli arrestò il Soderini.».
«E lo conobbe arrestandolo?»
«Maino; quando vidi tornare vana la mia corsa, me ne andai difilato in palazzo per avvisare la Signoria e i Dieci; — entrato nella prima sala, mi occorse Vico, il quale teneva stretto così pel collo il Soderini che per poco non lo strangolava; lo confortai a lasciarlo sotto buona guardia in sala e a venir meco da messere Carduccio. — Vi rammentate voi, messere Francesco, qual volto faceste e quali parole lanciaste contro quel povero garzone?»
«Me ne rammento», rispose Carduccio, «nè poteva fare a meno, ignorando la causa della sua tardanza: il suo debito era rendersi al ritrovo alla prima ora di notte, ed io vegliando lo aspettai fin presso al giorno; molto importava spedire la commissione al nostro Ferruccio; forse, e senza forse, dipende da questa la salute della patria.»
«E la patria non perirà, se riposa sopra il Ferruccio; allora io esposi l'accaduto, perocchè il dabben giovane dall'acerbità delle parole vostre fosse rimasto come basito; voi lo abbracciaste, gli domandaste perdonanza: poi, saltando nella sala, toglieste il cappuccio dal volto del prigione e riconoscemmo lui essere Lorenzo Sederini. Lascio immaginare a voi se restassimo maravigliati.»
«Oh!» insisteva il Venafro, «come può essere avvenuto questo? Qual mai causa ha spinto lo sciagurato a tanto misfatto?»
«Vanità di spirito meschino», riprese il Carduccio, «rabbia nel vedersi trascurato dal nuovo reggimento, presunzione, superbia e tutte le altre infelici passioni le quali si ammogliano alla nullità che si crede sapiente. Io penso che non ci abbia mai perdonata l'andata del Ferruccio a Prato per correggere gli errori della sua commessaria...»
«Amici o nemici, questi Soderini furono sempre funesti alla nostra patria. Il gonfaloniere Pietro con la sua ostinata lega con Francia perse lo stato», osservò il Castiglione.
E il Carduccio tosto rispondendo,