I combattenti e i padrini si divisero in due partite. Dante, Bertino, Giovanni da Vinci e il conte Piermaria si pongono da un lato del campo, — Ludovico, Giovanni, don Ferrante e Iacopino dall'altro.
Allora tesero due corde che in due lizze uguali partirono il campo.
I padrini con molta avvedutezza avvolsero e legarono i cordoni pendenti dall'elsa degli stocchi intorno al polso dei combattenti; quindi toltili pel braccio, li guidarono a mezzo il campo, dove distribuito con vantaggio eguale il vento e il sole, si ritirarono dicendo:
«Dio vi aiuti!»
Dante tiene fitti gli sguardi sopra il suo avversario, e lo vedendo così bello di forze e di giovanile baldanza, nè ricordandosi averlo più mai incontrato altrove e pensando come ora dovesse con lui cimentarsi all'ultimo sangue, se ne sta a guisa di trasognato, poi con voce che studiò rendere, quanto meglio poteva, soave, gli domandò:
«Che ora fa egli, giovanetto?»
E il Bertino, a cui parve essere tolto a dileggio, rispose con accento di minaccia:
«L'ultimo della tua vita.»
Dante con un suono pur malinconico soggiunse:
«Oh! figliuolo mio, la morte degli uomini sta nel pugno chiuso di Dio...; non potrebbe anche essere l'ultima della tua?... e allora che cosa direbbe tua madre?»