«Ludovico, confortati, vivi per essere felice; — se, come dici e come credo, tu mi ami tanto, a nome dell'amor tuo, io ti prego, — io t'impongo di vivere: — la mia vita ebbe uno splendido mattino; tu vedi come la funesti tenebroso il vespero; — beato te, a cui certamente si apparecchia una vicenda diversa!»
«E il tuo destino, Maria?»
«Io sono morta al mondo: — anche me ha consumato la mia passione; — io per me credo avere vuoto il seno, — o se alcuna cosa dentro vi avanza, ella è un pugno di cenere. — Gli affetti d'ora in poi traverseranno il mio cuore quasi pellegrini nel deserto, o affrettandosi a fuggirlo, o vi rimanendo sepolti; — ma il cielo, — e solo il cielo lo può — nella sua misericordia illuminerà con speranza questa caligine di dolore, — ravviverà lo spirito contristato col refrigerio della divina compassione.»
«Ahi Bandini! Bandini!»
«Deh! Ludovico, che questo nome non ti sfugga dalle labbra più mai; — io non ho fibra che mi stia ferma nell'udire cotesto nome d'infamia; io lo abborro: lo avrei amato infelice e perseguitato, — lo avrei seguito sposa, ancella, tutto, in qualsivoglia plaga del mondo; se il sole avesse troppo ardenti piovuti i suoi raggi, nè albero o frasca avesse portato la terra per ripararlo, io mi sarei sciolta i capelli, e, glieli diffondendo sul volto e sulla persona, gli avrei detto: Riposati all'ombra, diletto mio; — se trapassando una landa nevosa non avessimo trovato asilo nessuno, io mi sarei incisa le vene e lo avrei scaldato nel tepido lavacro del mio sangue... La vita, oh! è egli un sacrifizio dare la vita per l'uomo del nostro amore? — Adesso... io lo abborro; il traditore non potrebbe dirsi punito, se trovasse un asilo dove ricovrare il suo capo; — a lui sia padre il delitto, consorte la paura, figlio il rimorso, — in lui si rinnovi la maledizione di Caino; — viva una lunga agonia, — col terrore di essere riconosciuto e lapidato, viva una vita immortale.»
«Se come parli, tu senti, Maria, — ecco, io ti aspetto a braccia aperte... vieni... oh! vieni... a farmi palpitare di speranza e di amore...»
«Ormai io sono sacra: con giuramenti solenni io mi legava a Dio; — lo supplicai di pace, ed egli m'indicò la quiete del monastero: — tra poco queste mie chiome cadranno recise; — in breve udrò su me viva salmeggiare le preghiere dei morti: null'altra cura in me, tranne quella di scavarmi la fossa, — null'altro pensiero tranne quello di stancare quotidianamente il mio Creatore, onde gli piaccia abbreviarmi questa veglia incresciosa che si chiama vita; null'altro mi starà a cuore, Ludovico, finchè le mie labbra si chiudano alla parola, che offrire voti a Gesù e alla santissima sua madre Maria, onde ti concedano giorni riposati e dolcezza di sposa e orgoglio di figli generosi, — magnanimi, — a te somiglievoli.»
«Odi, Maria, — senza ferro, o laccio, o veleno, o mezzo altro esterno di levare me stesso dal mondo, io sento stare nella mia volontà sola il vivere o il morire; se il tuo destino vorrai, aggiungere al mio, — ecco, io vivo; se tu lo neghi, io spiro.»
«Ludovico, ho giurato...»
«Un sacerdote ti scioglierà dal giuramento e ti porrà in pace col cielo.»