E all'omero mortal che se ne carca

Nol biasmerebbe, se sott'esso trema.

Dante.

Sei tu mai salito in cima alla cupola di Santa Maria del Fiore?

Se vi sei salito, ti ricorda del punto in cui, abbandonate le consuete scale, ti fu forza appigliarti alle staffe esterne di ferro per giungere alla palla che incorona la cattedrale di Firenze.

In quel momento ti venne fatto per avventura di porgere l'orecchio verso la terra? Allora tu avrai udito un rumore indistinto di voci umane che muore poco oltre i lembi del cielo. — mentre invece, quando il cielo parla alla terra, egli la scuote ne' suoi più intimi penetrali con la magnifica voce del tuono. — E se nel medesimo tempo ti piacque declinare lo sguardo, avrai veduto gli uomini, e ti saranno parsi quello che veramente sono: insetti brulicanti sopra una terra che li produce e li divora.

O superbi! Si annoverano esse le foglie che cadono nei giorni d'autunno? Voi siete meno che foglie cadute o cadenti dallo immenso albero della natura.

Se tu pertanto, sospeso tra il cielo e la terra, queste cose udisti o vedesti, e non ti strinse la paura di precipitare, — beato te! — Dio ti concesse nervi di ferro.

A me giunto in questa parte del mio faticoso lavoro sembra sentire lo sconforto che in quella occasione mi assalse: mi trema l'animo.