«Non so, Vico; — ma vedi, quel sangue mi arriva di sinistro augurio...»

«Da quando in qua gli uomini di guerra tolsero per sinistro presagio il sangue dei nemici?»

«Io odio la guerra... e quel sangue mi spaventa...»

«Consòlati; — per noi una spada tagliente val meglio di un buon presagio.»

«Ah! tu non sai quanto è duro il destino.»

«So che un re di Roma recise col rasoio una pietra.»

«Sì, ma l'avrebbe egli tagliata con gli occhi? L'uomo sopra il suo destino può, io dubito, quanto gli occhi possono per tagliare le pietre.»

«E allora che importa sgomentarci? libiamo, come costumavano gli antichi, agli dèi infernali e moriamo.»


«Significate al signor commissario che Vico Machiavelli giunto or ora da Fiorenza ha da consegnarli lettere degli magnifici signori Dieci di libertà e guerra», diceva Vico, smontato in Empoli al quartiere del Ferruccio, alla lancia spezzata che v'era posta di guardia.