A queste parole si fece innanzi un giovane di forme egregie, nato nel contado di Arezzo, il quale si era virtuosissimamente adoperato in quelle quotidiane avvisaglie; il Ferruccio, sorrisogli alquanto, gli disse:

«In premio delle prodezze vostre vi dono una celata ed un cavallo. La Repubblica adesso non può guiderdonarvi nè di più nè di meglio. Sta in arbitrio vostro lo stare come l'andare[260]

«Con buona licenza vostra rimarrò a provare se buon cavallo e buona celata mi donaste voi.»

Gli accenti severi e il dono onorato commossero i soldati, — i volti loro avvampavano di vergogna, — il cuore battè con violenza sotto gli usberghi di ferro, imperciocchè l'uomo, come la pietra sotto la mano del fabbro, diventi ad un tratto o la statua d'un Dio, o un mortaio da sale, — e con unanime grido risposero:

«Noi verremo tutti: — voi siete la nostra patria.»

I soldati amavano il Ferruccio più che padre, — ed io ebbi luogo di notare che il capitano giusto e severo è temuto a un punto ed amato; — i soldati riconoscono la pena non da lui bensì dalla legge, mentre il premio all'opposto, anzichè dalla legge, da lui solo derivano. Io però non affermerei questo avvertimento tanto generale che non andasse soggetto a gravi eccezioni; — nondimeno io l'ho fatto replicate volte con animo quieto e forse preoccupato da pensieri poco onorevoli alla umana natura: — certamente l'uomo è migliore della sua fama.

Il Ferruccio, agitando la destra, di nuovo favella:

«Or dunque deponete le vostre particolari bandiere, accoglietevi tutti sotto il gonfalone della Repubblica; — per ora abbiate una bandiera comune: — tra poco, Dio sovvenendoci, ci acquisteremo comune anche la patria.»

E come disse, fecero. Allora egli si strinse da parte col nuovo commessario Giugni e, prendendogli ambe le mani, favellò:

«Messere Andrea, per lo corpo santissimo di Nostro Signore vi raccomando la difesa di Empoli. S'egli non è tale, come ho scritto agli magnifici signori Dieci, che le donne, non che altri, lo possano con le rocche e coi fusi difendere, certo i soldati con le picche e con gli archibusi molto agevolmente il potranno. Questo Popolo ha buona mente verso la Repubblica; ma voi sapete bene essere il popolo voltabile cosa e pronto a levarsi al primo vento che vi soffi dentro. Il migliore spediente ond'ei non senta la fatica consiste nello affaticarlo del continuo: pensate ch'Empoli perduto darebbe vinta ai nemici la guerra; fate buona guardia; in caso di assedio, badate alle mura verso la porticciuola d'Arno e verso San Donnino; — da questi lati paionmi più deboli che altrove: — praticate un fosso interno, — a me il tempo mancò per farlo; — giù in fondo conficcatevi aguti di legno o di ferro; — innalzate un argine: in castello troverete legname a ribocco, e quando le terre possiedono legname, le non si ponno sforzare; troverete copia di munizioni tanto al vivere quanto al combattere necessarie. Addio, messere Andrea; fino dalla gioventù prima procedeste sviscerato della libertà e mille volte poneste a sbaraglio della vita per cause da nulla; adesso pertanto rammentatevi che sopra il vostro capo riposano i destini di Fiorenza e forse d'Italia; abbiate fisso nella mente che voi avete a perdere una patria e un nome che di padre in figlio a voi pervenne onoratissimo e splendidissimo. — Partiamo»