«Malatesta Baglioni!» rispose con gran voce Dante da Castiglione.
Infatti Malatesta comparve tutto dimesso in vista, ma circondato da spesso stuolo dei suoi più fidati, con Cencio Guercio al fianco, le sue povere membra gravi di giaco, di gorgerino ed altre armi da difendere e da offendere.
S'inoltra fino al banco dei principali magistrati, vi depone una carta dalla quale pendevano vari suggelli, e tenendovi pur sempre la mano destra sopra, in questa guisa favella:
«Figlio ossequente della Repubblica Fiorentina, a me parrebbe mancare (e mancherei certo all'obbligo che le professo grandissimo e di cui non potrò sdebitarmi, quando anche eterna mi durasse la vita) dove io nel presente caso non cercassi, per quanto è in me, chiarire la mente vostra, magnifici cittadini, e non mi adoperassi con ogni mio sforzo a far sì che per voi si dia insigne esempio al mondo del come in questa terra s'invigilino e si puniscano i traditori.»
I circostanti maravigliando aspettavano il fine delle parole. Malatesta, additato il Soderini, continua:
«Costui ardiva in nome del papa propormi il tradimento di questa diletta patria: qui, voi vedete la commessione mandatagli a così onorata impresa; io la ritenni nelle mie mani in testimonio della nequizia dei nostri nemici e della mia lealtà.»
Il gonfaloniere, udita siffatta proposizione, gesteggiando a mo' di forsennato, si stacca dal fianco del Soderino. Giunto la mezzo la sala, gli si volge contro e, alzate le mani in atto d'imprecare, esclama:
«Sventura a te ed a me, che mi hai fatto dire parole le quali peseranno contro di me sulla bilancia dell'Eterno nel giorno finale!»
Si passavano di mano in mano il breve apostolico; pur troppo egli comprendeva la commessione di un cittadino a tradire la patria, la preghiera del padre dei fedeli per le spargimento del sangue cristiano, anzi pure fraterno e innocentissimo; pur troppo la feroce dimostrazione di calpestare la testa dei suoi concittadini per qualsivoglia via, comunque snaturata. Il breve portava il suggello dell'umile apostolo che pesca, del primo vicario di Cristo redentore!
Lorenzo Soderini fece prova di favellare, ma glie ne tolse il potere lo sguardo che incontrava del Malatesta: se l'occhio del serpente affascina per la sua malignità, Malatesta superava in questo la fiera più trista che mai partorisse natura.