«Fo voto a Dio che chiunque di tanto è ardito da muovere un passo oltre quel fodero, lo stendo morto ai miei piedi.»
E fieramente turbato si pone in atto da eseguire la minaccia.
«Ah! per questa volta monna Lessandra non rivedrà più la faccia del suo marito, nè la Dianora bella la faccia di suo padre», susurrò sommesso il vecchio cavallaro passandosi una mano sopra la fronte.
Intanto il sergente Montauto, senza punto badare alle parole di Bindo, calatasi giù dalle spalle una partigiana, la spinse contra il fianco destro del giovane; e già stava per ferirlo, e lo avrebbe ucciso di certo, se il compagno, lo soccorrendo in buon punto, non avesse con un colpo di daga tagliato meglio che un palmo dell'asta della partigiana; e subito dopo con quanta aveva di voce nella gola gridava:
«Che modi sono eglino questi, messere sergente? Dove avete appreso la milizia? Da quando in qua si è inteso dire che venti uomini armati di partigiane non adontino assalire due uomini armati soltanto di daga?»
E Bindo inferocito nel medesimo tempo anche più forte gridava:
«Marrani! poltroni! venite oltre, che Dio vi mandi il mal giorno e il mal anno; — vi mostrerò ben io che le vostre partigiane sono di paglia.»
«O Bindo, per la testa di san Giovanni Battista! manda cotesta lingua al beccaio, se ami riportare le tue ossa a casa...»
«Berrovieri del papa! Scherani usciti da bastonare i pesci...»
«Deh! Bindo, ci ammazzeranno qui come cani, nè tu potrai difendere la diletta tua patria...»