«Dammi i fiorini, ti dico...»

«No, no.»

«No? — prendi.»

E qui gli sferra una martellata sul capo, poi soggiunge:

«Dammi i fiorini...»

Il sangue inebria al pari del vino; e più il vino è generoso, — e il sangue ci appartiene dappresso, — tanto meglio l'uno inebria chi lo beve, — tanto meglio inebria l'altro chi lo versa: — quello che adesso sgorga è sangue di padre!

«Non vuoi tu darmi i fiorini? Prendi dunque, Bono; — prendi, messer Bono Boni; — prendi, prendi.»

Il cranio va ai fieri colpi sbrizzato, — un lembo di cervello si versa oscenamente pel viso a Bono Boni, — il rantolo prorompe fumoso di sangue dalle fauci di lui; e il suo figliuolo continua a martellargli rabbioso sul capo, — poi si fermò e gli disse::

«Ora vuoi tu darmi i fiorini? — Non rispondi? No? Io tornerò a domandartelo tre volte e poi riprenderò le percosse più forti di prima.»

E siccome dopo la triplicata, interrogazione il padre non rispondeva nulla, il figliuolo si avvisò esaminargli la testa. Vista che l'ebbe, scoppiò in altissime risa...