[179]. L'iniquo giuoco del lotto.

[180]. Così è: anco i Sanesi, dopo avere affermato volere correre una medesima fortuna co' Fiorentini e tentennato perfino più volte, ora richiamando, ora restituendo l'oratore presso la Signoria di Fiorenza, all'ultimo si chiarirono nemici e mandarono questi ed altri soccorsi al principe in campo. La corrispondenza del Cappello rammenta anco 8 pezzi grossi di artiglieria. In cotesti tempi maladetti gl'italiani, o per castigo di Dio, o per feroce stupidità propria, indifferenti o lieti dei mali dei loro fratelli, o alla scoperta avversi, operarono in modo che gli stati nostri cascassero uno dopo l'altro in potestà degl'imperatori di Austria come gli uccelli in bocca al serpente di Calcante. Egli è da sperarsi adesso che dopo trecento e ventisei anni facciano senno gli Italiani? Signore, grave cosa non domando nè forte dalla tua misericordia. La libertà di Siena più tardi spense Cosimo I, e ben le stette: furono quelli i meritati premii della tirannide ch'ella aveva per parte sua contribuito a fondare a Firenze.

[181]. Varchi, Stor., lib. 10.

[182]. S. Math.

[183]. Arte della guerra, lib. I.

[184]. A Provenzano Salvani fu fatto prigioniero un amico dal re Carlo nella rotta di Tagliacozzo, ed essendogli posta addosso la taglia di diecimila fiorini d'oro, egli, povero di beni di fortuna, comechè superbissimo, per mettere insieme la somma, pose un tappeto sopra la piazza di Siena e supplicava i cittadini a soccorrerlo.

Egli, per trar l'amico suo di pena

Che sostenea nella prigion di Carlo,

Si condusse a tremar per ogni vena.

Dante, Purg., c. 10.