[215]. Josuè, cap. X, v. 14.
[216]. Dante, Inferno, canto XXVII; il cristiano fu Guido da Montefeltro; il papa Bonifazio VIII.
[217]. Nardi, Storia, lib. VIII. Ed è fatale che la madre sua, come attesta il Busini per confessioni di Bacio Maruccelli, gli scrivesse di levarsi da quella impresa perchè era ingiusta e vi capiterebbe male. Assedio di Firenze, pag. 108.
[218]. Varchi, Storia, lib. X; Nardi, Storia, lib. VIII.
[219]. Nardi, Stor., lib. VIII, pag. 216.
[220]. Donato Giannotti, Vita di Francesco Ferruccio.
[221]. Storie, lib. X.
[222]. Ricord. Malisp., Stor., cap. 76.
[223]. Nella lettera del Ferruccio ai Dieci del 26 ottobre 1520, con la quale annunzia la presa di Castelfiorentino, occorrono queste parole notabili: «Infra li prigioni v'è uno gentile homo napolitano et certi altri ricchi di Castelfiorentino, che sto fra due di appiccarli: che certamente meritano maggiore punizione gli subditi nostri che sono contro alla città, che li soldati che vengono ad oppressare quella.»
[224]. Vedi con quanta stupenda parsimonia ragguaglia il Ferruccio i Dieci di Libertà e Pace, lettera 38, di questa fazione su la quale spesero molte e generose parole, secondo che merita, il Varchi, Storie, tomo II, e gli altri storici. Notabile è questo, che il Ferruccio nella breve lettera dimenticata perfino di annunziar la prigionia del castellano spagnuolo onde per via di proscritto aggiunse: «Mi ero scordato di dire alle Vostre Signorie quel che più vale: che in la fortezza di Saminiato si è preso un commissario spagnuolo mandato dal principe per patrone a Saminiato: el quale tengo presso di me per farne la volontà di quelle.»