Queste le cause per le quali non idolatriamo nessuno, che la idolatria dell'uomo offende Dio, e reca danno inestimabile alla libertà: bensì amiamo, e rispettiamo il Guerrazzi per le doti dell'ingegno, e più per quelle del cuore, ornamento della Patria nostra.

Io Arlotto Mainardi
Piovano di san Cresci a Maciuoli.
Mano propria.

FINE


NOTE

[1.] Disse allo imbiancatore che la figura di santo Antonino lasciare vi si poteva, non già quella che pur ci avea di santo Ansano a cui per devozione da niuno era mai stata accesa una candela. Manni.

[2.] La notte che morì Pier Soderini — l'anima andò dello inferno alla bocca, — ma Pluto gli gridò: anima sciocca — che inferno? Va' nel limbo dei bambini. Macchiavelli.

[3.] Il Piovano ha commesso un anacronismo.

[4.] Bisogna avvertire che quando il carabiniere venne per mettere i ceppi alle mani al Guerrazzi (cosa, si ripete, che mai osò veruno sbirro in Toscana) egli disse prima: «Caporale è zelo vostro od ordine ricevuto:» e quegli: «ma che le pare! è proprio del signor Ministro.» Intanto sopraggiunto il Comandante del Porto, signor Bargagli, visto il turpe atto, si mise a piangere di rabbia ed ordinò si levassero le catene; non l'obbedirono paurosi di trasgredire agli ordini del Ministro. — Avvertasi, inoltre, che su i bastimenti da guerra, mentre si naviga, tolgonsi i ferri ai prigionieri, perchè in caso di sinistro si possano salvare. Il signor Ridolfi ordinava si facesse alla rovescia.

[5.] Dispacci Elettrici.