— Bada, precipitiamo....

— All'inferno! urlò il bandito; e giù di fascio rotoloni ambedue; nè le percosse delle roccie dove stracciavansi valsero a far sì, che si staccassero; all'opposto il bandito (ed anco questo si vide allo sfolgorare di un lampo ) ficcò i denti nella gota allo sbirro, e vuolsi credere, che in cotesto sforzo dell'odio spirasse l'anima.

Pari in orrore, se non forse più strano, questo altro caso; uno sbirro, con le mani aiutandosi e co' piedi, dopo inaudito travaglio di scheggia in ischeggia già arriva alla sponda estrema della rupe, già vi pone la destra, dopo la manca, e raccogliendosi in sè già spinge la persona in alto per sopramettere il petto al ciglione; un bandito che lo mira a un tratto, piglia con ambedue le mani l'archibugio per la canna, e quanto può leva le braccia in alto per dargli del calcio nel cranio: voglioso di acconsentire con ogni sforzo al colpo, allarga le gambe sporgendo innanzi la destra e si curva. — Qui si fa buio; e chiunque si trovò presente al caso, ormai al chiarore del nuovo lampo teneva per fermo o non avrebbe più veduto lo sbirro, o lo avrebbe visto rotoloni per l'aria, quando con maraviglia pari allo spavento contemplò lo sbirro salvo, e il bandito tracollato giù nel precipizio, e questo accadde in grazia della intrepidezza, o piuttosto dello istinto di conservazione dello sbirro, che lo mosse a stendere la mano, ed, agguantata la gamba al bandito, con supremo anelito tirarla a sè, onde costui troppo in cima, su terra sdrucciolevole, diede la balta, e l'altro, che si potè mantenere attaccato al vivagno, di un salto fu sopra e si salvò.

Per questo caso presero tanto animo gli sbirri quanto ne perderono i banditi; nè, superate una volta le alture, restava modo alle difese, però che quelli troppo vincessero di numero i secondi, i quali adesso si vedevano ridotti a venti, e nè manco tutti illesi. Paolo allora pensò allo scampo, e due e tre volte cacciava fuori fischi acutissimi, segnale ai banditi, perchè, cessato il combattere, riparassero alla caverna, asilo fidatissimo negli estremi accidenti; al fianco suo erano rimasti, fin lì non tocchi, Ciriaco e Maria la figliuola dell'oste, la quale in cotesta notte mostrò esserle l'arcobugio assai più familiare della rocca e del fuso; e quante volte Ciriaco per bontà d'indole, o per altro affetto presumeva farle schermo del proprio corpo, ella tirandolo da parte gli disse dispettosamente:

— O che credete che io non sappia come voi mettermi a repentaglio? O immaginate, che stimi la mia pelle più cara della vostra? In là... in là... ch'è tempo perso, ognuno di noi nacque con la sua morte in tasca. —

E sembra proprio che la deva andare così, però che ella, mentre stava per voltarsi al segno del capitano, si sentisse colpita di sotto al lato manco; nè tanto potè tenersi, che non prorompesse in uno strido, e subito dopo girando sopra sè medesima stramazzò.

— Maria è cascata, disse Ciriaco a Paolo.

— Lasciala stare; ne cascarono tanti, rispose Paolo.

— No: vado a pigliarla. —

— Lasciala, la traccia del sangue ci scoprirà.