— Non si può; andiamo via. —
— Anco tu hai avuto paura?
— Io non ho avuto paura; ma non posso... la faccia della Madonna rassomiglia la faccia di Maria... e quando sono stato lì per levarle il vezzo ha chiuso gli occhi. —
Questo, già come s'intende, non era vero, ma facilmente gli parve, però che in cotesto punto una delle lampade accese davanti alla immagine, tirando a finire, mandasse un getto lungo di luce, e poi si spense; onde in quel subito trapasso sembrò che la pittura stringesse le palpebre. Paolo, forte indispettito, tratto meno dalla cupidità che dall'ira, e dalla vanità di spuntare la prova fallita per l'altrui paura, non avvertendo, o dannando, quanto prima aveva professato su le ragioni del furto, diè una spinta ai compagni facendosi largo, e prorompendo in bestemmie si cacciò in chiesa col sacco strappato di mano a Ciriaco. Anch'egli andò diritto all'altare, salì su la mensa, stese sicuro alla immagine la mano, la guardò torvo in faccia quasi a sfidarla e di un tratto le staccò dal lato destro il vezzo... poi si rimase... il vezzo cascò giù da un capo pigliando a ciondolare appuntato dall'altro, e col vezzo cadde il braccio di Paolo, nè più ebbe balía di rialzarlo; stette alquanto a contemplare la faccia divinamente serena della Immagine, come per attestarle, che s'ei si rimaneva non era per paura, e poi borbottando si allontanò. —
Forse si sentiva costui meno ladro o più tristo di Caligola, il quale non contento di spogliare le statue di Giove dei mantelli di oro, aggiunse lo scherno dicendo: gli Dei non patire caldo nè freddo! Per me penso, che non fosse meno tristo di lui. Forse il ribrezzo di rubare senza assalire ed uccidere, vinto uno istante dalla stizza, tornava a mulinargli pel capo, o la superstizione religiosa fece forza a lui come agli altri; chè gli uomini vogliono essere considerati a mo' dei santi dentro la nicchia loro; vale a dire di rimpetto ai tempi in cui nacquero, e alle opinioni in mezzo alle quali essi vissero; non anco gli aveva cullati la Enciclopedia, nè Voltaire nudriti, nè i più moderni filosofi alemanni bagnati e cimati: perversi si sentivano, ed erano; però persuasi delle iniquità che commettevano, da un lato tremanti di averne a rendere conto a Dio, fiduciosi dall'altro di poterlo placare con la penitenza, o co' suffragi; ed anco dopo la scuola d'incredulità, che ho accennato (e un tempo fu più cosa di oggi, ma tuttavia dura), molti pure rimangono divoti a Maria, nè a mio giudicio cesseranno. Maria madre del Figlio del popolo, per la bontà sua venerato Dio, che lo partorisce nel presepio per la persecuzione di un tiranno, e lo perde sul patibolo per la persecuzione dei preti. Maria simbolo di ogni più caro affetto, capace di vibrare le fibre del cuore, però che sempre vergine ed immacolata ella ti rammenti colei, che prima ti destò all'amore, quel divino fiore dell'anima che colto una volta non rinasce più, e nel punto medesimo ti riporta[13] il vario ed inesausto tesoro della bontà di madre; lei invocano con isperanza di soccorso i marinai per le procelle del mare, e lei con uguale fiducia gli sbattuti dalle tempeste troppo più perniciose suscitate dalle passioni proprie, o dalla malignità altrui; i colpevoli in abominio agli uomini, quando non che ricorrere a Dio non si attenterebbero di levare gli occhi al cielo, si raccomandano con fiducia a Maria, e sperano di ottenere il perdono mercè questa perpetua avvocata dei peccatori. — Bene io so, e lo deploro, che nell'idolo dipinto di tinte sfacciate, guarnito di oro e di gemme e posto lì come l'uccellatore mette il richiamo per chiappare gli uccelli, male possiamo ravvisare noi la fanciulla di Ges, la moglie del falegname, la madre del condannato per amore del prossimo, ma tanto e tanto non seppero guastare i sacerdoti questa sembianza d'infinita bontà che non si accosti soavemente all'anima di quale nacque di donna, e per battesimo diventò cristiano.
Paolo tornava anch'egli col sacco vuoto; non fiatò verbo se togli questi pochi: — Sì, andiamo, veramente non si può.
CAPITOLO SESTO.
Nuove contradizioni.
Non gli sovvenendo partito migliore, Paolo alla stracca continuava i colloquii notturni con la Violante, la quale ogni sera se ne pentiva, ogni sera prometteva di non peccar mai più, ed ogni sera spasimava rinnovare il dolce peccato: anzi, quanto più Paolo si uggisce, ella si accalora, e sovente lo rimorchia co' motti pel suo tardo comparire, e per le sollecite partenze, ed egli o non si scusa, o se ne scusa appena, onde la donna chiama come per soccorso la consueta superbia, ma questa male risponde, e ad ogni istante più pigra; così il piagato a morte, pel sangue che suo malgrado gli sfugge, sente di momento in momento farglisi grave il braccio. Voi fanciulle, che leggete, state in cervello che, come vedete, appena nato si fa gigante Amore.
Per la festa di San Valente, secondo il costume della casa nobilissima Ayerba di Arragona, si celebrò messa solenne nella cappella del palazzo, e s'imbandirono mense; tenne dietro il festino dove alternaronsi balli, colloquii e preziosi rinfreschi. La Violante, comecchè presuntuosissima essendo, si reputasse nella danza uguale a Tersicore, o giù di lì, pure capiva, che in fatto di dottrina poi e di facondia: