Potea dar trenta, e la caccia sul piede:
quindi con l'arte arguta, in cui le donne valgono la mano di Dio, raccolse intorno al luogo dove sedeva il padre suo le dame, i cavalieri e i magistrati più illustri, i quali di breve presero a favellare sopra argomenti a quei tempi delizia delle Corti, ed oggi capaci di far dormire ritti qualunque gli ascoltasse. Dopo avere parlato degli uffici del perfetto gentiluomo, e degli altri troppo più meritorii della gentildonna, non so nemmeno io come di punto in bianco venissero in ballo i due Bruti, Giunio e Marco; e la quistione cadde intorno al giudizio, che si aveva a profferire sul primo quando ammazzò i figliuoli, e sul secondo quando partecipava alla strage del padre. — Il marchese Valente sentenziava:
— Io aprirò schietto l'animo mio; quantunque comprenda ottimamente come ciò non possa accadere senza mettere a repentaglio la mia reputazione: ora il mio intelletto arriva a capire, che uomini senza religione, che tali furono i gentili tutti perchè non battezzati, possano levare a cielo Giunio Bruto per avere messo a morte i figliuoli, ma non so darmi pace, che lo levino a cielo scrittori cattolici, sudditi di S. M.; e per di più gentiluomini.
— Anzi, notava Don Emanuele della Scalera presidente della regia camera della Summaria, nè anco Plutarco, a mio parere, va immune da biasimo, imperciocchè egli vivesse ai tempi dello imperatore Domiziano, e siccome bisogna distinguere tra i gentili prima la venuta di Gesù Cristo redentore, e i gentili che vennero dopo, così per questi non vi ha salute, non potendo allegare ignoranza. Il sole era già comparso, e se tennero ostinati gli occhi chiusi alla luce, peggio per loro.
— Certo, soggiunse il marchese Valente, verranno tempi in cui la gente rimarrà sbigottita a considerare come ai giorni nostri così durasse pervertito il giudizio, che Giunio Bruto si tenesse in conto di eroe, i figliuoli di colpevoli, mentre è chiaro che costui si fece ribelle, ed i figliuoli da perfetti gentiluomini serbassero fede al legittimo loro sovrano.
— Con inestimabile tenerezza io lessi già in Plinio, osservò Don Giovanni Cespedes cappellano maggiore della cappella regia, e non senza commozione rammento, che il giorno della morte del re Pirro i capi delle vittime furono visti leccare il proprio sangue su le bipenni, che gli avevano recisi in testimonianza dell'ossequio dovuto alla regia autorità.
— Già, riprese il vice-cancelliere del Collegio dei Dottori Alfonso Crivella, questo si legge nel medesimo libro, dove Plinio ci fa sapere, che le leggi delle dodici Tavole vietavano alle donne di radersi la barba.
— Riesce doloroso a pensare, così metteva il becco in molle la Violante, che i bovi e i montoni sentano maggiore rispetto alla autorità regia degli uomini. Quando prima andrò a Roma io intendo commettere la incisione del capo della vittima lambente la scure che gliel'ha reciso, sulla corniola, e vo' portarla sempre in dito per ricordo del rispetto che ogni leale gentiluomo ha da professare verso il suo signore e padrone.
— Nobiltà obbliga, favellò il Cespedes, però non si deve razionalmente mettere in dubbio, che ella non sappia compire il suo debito, senza esempio o conforti; lodo nondimanco il pensiero, avvertendo, però, per tutti noi, massime per voi signora, essere le precauzioni inutili.
— Magari, che come per voi fosse per altri, continuò la Violante; ma io mi ricordo la sentenza di Sua Maestà Ferdinando il cattolico, il quale sovente andava ammonendo come, per giudicare del vino, non bastasse informarci donde veniva, bensì sapere eziandio se nello sciaguattare avesse dato la volta. Guardimi Dio di turbare la pace delle ossa del signor Contestabile di Borbone che adesso riposano in Gaeta, ma s'ei camminasse sempre diritto nella via della perfetta nobiltà vel dica il buon marchese di Villena, il quale, dopochè lo ebbe albergato per obbedienza allo imperatore Carlo V di gloriosa memoria, appiccò il fuoco al palazzo. Difatti la stanza di un ribelle al suo Re non poteva più accogliere un idalgo spagnuolo. Concludiamo dunque: Giunio Bruto si deve bandire ribelle e parricida, all'opposto se i figliuoli avessero ammazzato lui, gli saluteremmo oggi eroi della lealtà, e come santi li venereremmo sopra gli altari.