— Come ci entrano? Santa Vergine della Neve! o non si tratta appunto di Spagnuoli trucidati?
— Spagnuoli trucidati!
— Già, e quattro cardinali spagnuoli tenuti in pregio, salvo rispetto, di quattro melanzane....
— Giuro per l'anima della Contessa mia signora madre, ch'è in paradiso, ch'io non ne so nulla....
— O allora di che mai scriveva dispacci, sia benedetto, vostra signoria illustrissima?
L'ambasciatore si sentì vinto di acutezza dal barbiere, e perse la bussola; tacque alcun poco, poi, considerando che ormai non giovava armeggiare, datosi per vinto, soggiunse: — Dimmi, in tua malora, che caso è questo che accadde?
— Io la servo in quattro battute, padrone illustrissimo: un trabante del Papa, di quelli che dicono alla gente addietro te, e il muro, giorni sono, accompagnando il Pontefice alla cappella, diede senza discrezione del calcio dell'alabarda sul piede ad uno spagnuolo chiamato Gonzalez de Aranda; donde nacquero parole, ma non si procedè oltre, stante la reverenza del luogo; caso volle, che ieri mattina, recandosi lo spagnuolo alla messa in San Pietro, s'imbattesse nello svizzero, che se ne stava in ginocchioni davanti l'altare; la s'immagini se allo spagnuolo brillarono le mani! Già, quando le disdette hanno da succedere, anco gli agnus dei diventano coltelli; per la quale cosa avvenne, che un pellegrino lì presso, inteso tutto a sentire la santa messa, avesse appoggiato il suo bordone al muro: che ti fa lo spagnuolo? In un bacchio baleno agguanta il bordone, e a due mani lo scaraventa su la testa dello svizzero gridando: randello mi desti e randello ti rendo. — Lo spagnuolo, come osservano i sapienti di Roma, era in buona fede, dacchè ormai nessuno contrasta che il cranio svizzero vinca di durezza qualunque più duro legname, ma per sua disgrazia questo svizzero faceva eccezione, che il capo gli si aperse come un melagrano, e morì senza potere finire intero: Gesù, Giuseppe e Maria vi raccomando l'anima mia. Visto e preso, che qui gli sbirri escono fuori fino dalla barba di San Pietro; e poichè il caso venne riferito a Sisto, questi andò in bestia così, che fumava come un camino. Paratosegli davanti il Governatore di Roma, gli fece una bravata da mettere i brividi addosso alla statua di Marco Aurelio, ch'è di bronzo, e: — a questo modo, urlava costui come frenetico, a questo modo, signor Governatore, si ammazzano gli uomini in Roma alla presenza di Dio e nostra? E ora, che fate? Che provvidenze eseguite perchè Dio e noi siamo vendicati a colpo di fulmine? Il Governatore di quieto gli andava esponendo il malfattore caduto in mano della giustizia, le informazioni ordinate, presto istruito il processo, sicchè tra quattro giorni o sei lo spagnuolo si sarebbe potuto decapitare o impiccare a modo e a verso secondo si trovasse essere o gentiluomo, o plebeo. — A cui Sisto di riscontro: — che processi o non processi? Qui il morto è su la bara, l'omicida certo, tante invenie a che montano? Impiccatelo addirittura. — Il Governatore, a cui pareva grossa impiccare un uomo senza processo, supplicava osservasse costui essere spagnuolo, e il Papa rispose: — magari! fosse il conte di Olivarez....
— Ha detto? Dando una scossa, domandò il Conte.
— Per Crispo! Io l'ho intaccata;... ma veda... io non ci ho colpa... se ella non istà fermo... l'è un ninnolo, con un poco di ragnatelo ristagna subito il sangue.....
— Continua....