In questo proponimento del medico ci entrava non sappiamo in quale misura molta bontà di animo, ed altresì molta gara, miscuglio eterno di bene e di male che governa le menti dei mortali.
Presi pertanto gli opportuni concerti, il giorno dopo per tempo si fece a visitare il Marchese confidando trovarlo sempre a giacere, ma s'ingannò, che quegli fino dall'alba si era condotto a vegliare il feretro: non si rimase per questo, bensì mutate alcune parti del disegno, si presentò a don Valente ponendosegli allato quanto meglio potè leggero; gli parve assopito, epperò si mise con molta pazienza ad aspettare, ma dopo buono spazio di tempo avendo egli, tratto un lungo sospiro, aperti gli occhi, Orazio gli domandò:
— Eccellenza, come si sente ella stamane?
Il Marchese lo sogguardò placido, ma non rispose niente.
— Come abbiamo passato la notte?
Sempre silenzio; allora il Medico speculò il polso, e approfittandosi della pacatezza dello infermo gli pose la mano sul cuore, e poi tentennò il capo come se il sì e il no gli tenzonasse dentro; al fine parve deciso, imperciocchè assettatosi di faccia al Marchese prese a dire:
— Eccellenza, questo suo stato addolora il Vicerè, i suoi nobili Colleghi e la famiglia desolatissima, e bisogna finirla.....
Soprastette alquanto, poi continuò; — bisogna finirla, dacchè non occorra causa per continuarla... no... davvero non occorre causa ragionevole. Io comprendo ottimamente che la regina Giovanna (Dio abbia in gloria l'anima sua), la regina Giovanna ava di S. M. il Cattolico nostro re, vegliasse il capo del re Filippo suo consorte perchè era matta...[19]
Il Marchese intese il volto come persona che ascolti con attenzione, onde il Medico con voce alquanto più vibrata proseguiva: — sicuro, era matta... la povera Signora; quantunque poi nella sua follìa occorresse connessione d'idee, conciossiachè estimando ella che il suo marito non fosse morto, bensì dormisse, non pativa, gelosissima com'era, che svegliandosi gli occhi di lui incontrassero altra faccia, eccetto la sua. Ora, come vede, vostra Eccellenza non è matto....
— No, la Dio mercede, io non sono matto...