— È vero; ma che volete? non rovesciate la colpa addosso a me; ciò accade perchè proprio il mal panno non offre cimosa. Io mi sarei tagliato la mano, prima che chiudere di testa mia la porta del palazzo del Marchese, ma non so disobbedirvi; me lo diceva il cuore, che noi andavamo a metterci a sedere sopra i cavicchi con quei diavolii di finti ammazzamenti e andirivieni su e giù per la via...
— Taci se non sai dirmi altro, danno fatto guado chiuso, e qui voglionci scudi non guai...
— Se col mio cuore si potesse battere moneta, io vi direi pigliatevelo e conciatevelo; se la mia pelle fosse di ermellino, possa morire senza sacramenti se io non mi scorticherei per voi.
— Se almeno fossimo al tempo in cui il diavolo comprava le anime!
— Lasciamo stare questi tasti, Paolo, che non sappiamo come nè quando ci toccherà a morire; le disgrazie, diceva il venditore di orvietano, stanno sempre apparecchiate come le tavole degli osti; non ischerzate co' santi...
— E chi rammenta santi? Mi sembra avere discorso del diavolo; pure sta quieto, Ciriaco, tante sono le anime le quali si danno gratis al diavolo, che questi ormai non sa più dove ficcarle, ed io so di buon luogo, che ei pensa aprirne canova a rinvilìo. Se non mi capita meglio torneremo a Roma...
— Dio ci scampi e liberi, ora che il vento schianta gli alberi saranno risparmiate le foglie? Vedete non ha potuto reggere il Mangone, il quale, dái dái, ebbe a trovarsi alla delizia di sentirsi attanagliato, arrotato, e per ultimo mazzolato qui in Mercato...
— Storie vecchie, Ciriaco; da cotesto casaccio in poi è già trascorso un anno, e intanto è sorto Marco Sciarra nello Abruzzo, e seco va il fratello Luca che vale oro quanto pesa; nè papa Sisto con le sue bravate, nè questo don Giovanni di Zunica, comecchè d'accordo con Roma, la possono sgarare con esso loro, e bada, che li protegge a spada tratta il signore Alfonso Piccolomini da Venezia: insomma sembra a me, che ci avanzi stoppa per filare, e tu avresti a sapere che chi ha paura che le passere becchino non semina mai panico...
Mentre così, per divertire tetri presentimenti, alternano costoro colloqui in apparenza giocondi, ecco nella via Toledo comparire da lontano il chiarore di torce a vento. Chi sia che va a cotesta ora così? Certo qualche gran signore ha da essere; forse egli uscirà da festino, da nozze, o da battesimo: Paolo e Ciriaco per istinto di bandito, o per usanza vecchia si addopano al cantone, gli occhi tutti intesi, e gli orecchi; mano a mano che si accostava il lume essi videro un fiero barone di vesti sfarzoso, e di ordini cavallereschi, e di gioie, con infinito sussiego seduto dentro una lettiga parata di damasco bianco; lo precedevano di alcuni passi due staffieri, che portavano le torce, e due altri di forme da Morgante sostenevano la lettiga; tutti erano abbigliati ad una livrea celeste e argento. Appena Paolo se li vide venire da presso si volse a Ciriaco, e gli disse sommesso:
— Mira! il diavolo protegge i suoi devoti, Dio fece trovare al patriarca Abramo un becco con le corna, a noi il diavolo mette innanzi un patrizio co' tosoni.... ti basta l'animo di dare dentro...?