— Egli è un bel pezzo, che camminate su e giù come un cane, che abbia preso il fungo di levante; vedete; ci troviamo a Chiaia; e fo conto che se non sonò la mezzanotte, poco più abbia a stare.

— Torniamcene a casa Ciriaco; dammi braccio; ma sai, che ci siamo messi in tale selceto, donde mi parrebbe miracolo cavarne le gambe a salvamento?

— Pare anco a me, che abbiamo fatto un buco nell'acqua...

— Capisco che le sono faccende, che col tempo si accomodano, ma per ora arrovello a trovare una via per uscire di angustie: danari...?

— Nè anco un ducato...

— Gioie...?

— Quelle che vi procureranno i figliuoli quando ne avrete...

— Tu che mi amasti sempre come fratello, Ciriaco, ora stillati il cervello, e consigliami un po', che pesci io mi abbia a pigliare?

— Caro signor Paolo, che io vi ami come fratello e più, la è cosa, che si trova anco su i boccali di Montelupo, ma non mi sento al caso di consigliarvi: tuttavia, parlando secondo il cuore, non secondo il giudizio, mi sembra che qui a Napoli vi bisogni stare, perchè in primis a Roma con Sisto V non tira vento per le nostre vele; e persone per salutarci non ci desiderano, e amministratori per renderci conto delle nostre sostanze non ci temono: qui, cotesto indemoniato di Marchese dovrà alfine dare la capata; la batterà fra mesi; forse tra settimane; ed una volta ito agli alberelli noi entriamo in possesso dei suoi beni: alla signora Violante, povera donna, che va intabaccata di voi come gatti in fregola, daremo ad intendere, che i pennati[21] volano, e co' panni nuovi rifaremo le stanghe, procurando, se ci è verso, di scampare quel maledetto nodo scorsoio, che non mi esce mai dalla fantasia...

— E dálli con questo nodo scorsoio! Per guarirti della paura del capestro meriteresti che ti tagliassero la testa stanotte; come in premio di questo bel sermone meriteresti ch'io ti cacciassi capo fitto in mare; non ricordi che mentre il grano cresce l'asino muore?... Tu pure soventi volte lo hai rammentato a me?