E ormai quasi con parole indistinte aggiunse:
— Nella cantina del palazzo, sotto alla botte grande, voi troverete bella e scavata una fossa; — ed io ce la zappai nel presagio di nasconderci la roba... lì seppellite il capo del vostro Ciriaco, del vostro fratello, che tanto vi volle bene, e al quale voi non ne voleste punto... punto.
Due ore dopo la mezzanotte, Paolo, diligentemente azzimato, tutto odoroso d'acqua di fiore d'arancio, e lieto come la Violante non l'aveva visto mai, entrò nella camera di lei che lo attendeva senza trovare posa sopra le piume; accostatosi al letto egli si recò sul braccio manco il bel capo della sua donna, che l'ansietà aveva colorito oltre il consueto; e più lo rendeva mirabile il volume dei capelli nerissimi sciolti per le spalle e pel seno che palpitava di ardore ormai dalla religione fatto sacro. Anco ai giorni che in cielo regnava Giove, lo Imeneo, dio decente e sviscerato a spada tratta delle cose condotte in regola, avrebbe coperto con le sue ali il seguito di cotesto incontro nuziale, onde quanto non ne corre maggiore l'obbligo a noi presso cui il matrimonio, dopo di essersi sentito venerare per santo, e mêzzo fino alla camicia di acqua benedetta, venne assunto al fastigio di uno dei sette sacramenti della Chiesa cattolica. Però dinanzi alla cortina abbassata del letto noi inchiniamo verecondi la testa; solo diciamo, che donna Violante, rapita di sentirsi così stupendamente fuori del presagio ed oltre ogni aspettativa amata, dimentica dei mali presenti, improvvida dei futuri, s'inebriò di amori.
La mattina fu trovato un cadavere senza capo, e ignudo; per un'ora, se ne fece un gran dire; dopo due meno; a mezzo giorno non se ne parlava più; lavata e spazzata la strada, la gente prese a passarci secondo il solito, chi traeva per curiosità a mirare il luogo dov'era accaduto il fatto, ci trovava per lo appunto sopra una fruttaiola, che vendeva ciliege ai fanciulli; uno dei quali credendo che ne fosse cascata una, si chinò a raccattarla, e se la cacciò in bocca per tema gli fosse contrastata dai compagni, ma subito dopo facendo greppo la sputò come cosa abominevole; i fanciulli accortisi dello sbaglio gli dettero la baia con urli, e con fischi, a cui per via di perorazione aggiunsero anco qualche sassata; il ghiotto garzone aveva scambiato per una ciliegia un brandello di carne del povero Ciriaco.
CAPITOLO IX.
Il Cardinale.
Finchè ebbero speranza di ridurlo a granaio, a taverna, o in uso altro più vile, lo tennero sodo più che grappa impiombata; quando poi furono intimati in virtù della legge ne urbs ruinis deturpetur a reggerlo co' puntelli, gli ebrei, che ci avevano prestato su danari ad ipoteca, consegnarono il palazzo dei Pelliccioni in mano degli Edili, i quali, per evitare che diventasse una macía, secondo il buon giudizio, che governa ordinariamente i partiti municipali di tutto il mondo, lo trasmisero nelle mani della Distruzione.
I dominatori, che sanno l'arte, gli oppressori genuini non entrano di straforo nei paesi a mo' delle volpi nei vigneti per piluccare i grappoli, bensì di coloni per pestarli dentro ai tini; di fatti i capitani stranieri quando s'immisero nelle città italiche portarono la lancia in resta ferma sopra la coscia; adesso quando vi s'insinuano, adoperano altresì la lancia, ma quella con la quale giostrò Giuda[22]; onde i primi violentando solo i corpi poterono esserne cacciati, i secondi corrompendo le anime non poterono, o tardi, o male.
La Distruzione poi prese possesso del palazzo Pelliccioni in modo conveniente alla maestà sua; calcando col piè grave la gradinata del palazzo ne ruppe gli scalini, coi gomiti scantonò i pilastri della porta, ed, appena introdotta, di una capata sfonda il soffitto dello androne: quivi gli alunni di Giulio Romano avevano molto maestrevolmente dipinto la battaglia dei Titani contro Giove: adesso di cotesti formidabili figliuoli della terra tu non miravi altro che un mucchio di gambe tronche e di piedi, nè Giove era intero, bensì scemo della testa, e il suo folgore privo di saetta ciondolava come il cordone umbellicale di qualche altra divinità piovuta di fresco dal cielo. Il Byron, preso dagli azzurri sereni dello empireo di oriente, afferma lassù, in fondo in fondo di quelli contemplarsi Dio, ed anco nel cielo dello androne dei Pelliccioni, finchè rimase intero, fece il Saturnio temuta mostra di sè; ma adesso che la Distruzione lo aveva sfondato, se ci addentravi lo sguardo, vedevi una tela di ragnatelo ordita per chiappare le mosche: anco i Numi stanno in potestà della Distruzione.
Per quanto fossero ampie le camere, e le sale, la fiera Ospite non aveva trovato luogo capace per sè; onde dopo avere spaccato i muri si arrampicava sul tetto; il palazzo vinto dall'immane peso per molte crepe pareva ridere nella guisa, che il gladiatore ferito a morte nel diaframma rideva. Seduta sul letto come re sul trono la Distruzione avendoci incontrati altri Dii dette subito mano a manometterli non solo, ma altresì a norma della ragione di stato renderli contennendi e vili; chè a Marte tolse via il naso e la spada; a Venere troncò la mano, che pittori e scultori effigiano distesa a parare la sua nudità; nè su questo si poteva in coscienza dare torto alla Distruzione; però che o importava alla buona morale velare parte del corpo di Venere, e allora a che ipocrisia sì fatta dopo averla scolpita o dipinta come uscì fuori dal mare? Cotesta mano, in cotesto luogo, pareva messa proprio con la intenzione medesima con la quale sopra i crocicchi drizzano i cartelli; cioè per insegnare la strada e: