— Clelia!

— Tuda non possiamo più tenere in casa; noi ormai siamo ridotti a vivere sopra la sua dote.

— Dunque non maritiamola come avevamo stabilito.

— Dunque maritiamola.

— Io non capisco, Clelia.

— Ecco; la dote di Tuda butta diecimila scudi di entrata.

— Diecimilacinquecento.

— Diecimilacinquecento. I beni che ci litighiamo co' Massimi di Santa Prassede si estimano capaci da quindici a ventimila scudi di rendita.

— Sicuro! ed anco avvantaggiati.

— Ora il Cardinale, se concediamo Tuda al cavaliere Pelliccioni, nobilissimo e ricchissimo gentiluomo, e in grazia di Sua Santità, promette e si obbliga darci vinta la causa.